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Pescara, 22/03/2026
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Data: 15/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi pensa a Bonino: male minore. Annullata un’uscita pubblica. Lo sfogo dell’ex premier: Bersani fa il gioco delle tre carte perché è bloccato dalle divisioni interne

Il Pdl si scatena contro l’ipotesi Prodi: così si radicalizza
lo scontro. Il Cavaliere studia le contromosse: pronti alla piazza

ROMA Muro contro muro. E colpo contro colpo. Silvio Berlusconi non ha smaltito la rabbia per quella che lui chiama - anche se non si sente in vena di spiritosaggini - «l’operazione Mortadella». L’affronto della possibile candidatura di Prodi brucia ancora, anche dopo il comizio di sabato, e le contromosse da prendere sono sul tavolo di lavoro del Cavaliere ad Arcore. «Se il Pd continua a spingere sul pedale Prodi, noi dovremo bloccarli con un nome che scompagina i loro piani», questo il ragionamento dell’ex premier che ieri ha annullato la visita al Salone del mobile di Milano per concentrarsi sulla partita fondamentale (quella relativa al Quirinale) ma anche sul match di San Siro a cui ha assistito in serata insieme a Francesca Pascale. Lei, la fidanzata, super-tifosa del Napoli; lui, il presidente, milanista per eccellenza. Il pareggio sul campo è andato bene sia a Francesca sia a Silvio.
EMMA FOR PRESIDENT
Per quanto riguarda il Colle, il nome anti-Prodi capace di sparigliare (che fino a l’altro giorno sembra poter essere Franco Frattini) adesso è quello di Emma Bonino. «E’ il male minore», così la definisce il Cavaliere nei suoi ragionamenti domenicali. Considera Bonino una bomba che rompe gli steccati e che può prendere voti a destra, a sinistra, tra i montiani e nelle schiere dei grillini che infatti nelle loro ”quirinarie” l’hanno votata tra i dieci semifinalisti (tra cui c’è anche il fondatore dell’Ulivo) e comunque: «Per fermare Prodi, è la scelta migliore». Forse perchè Emma e Prodi, diversi in tante cose, si equivalgono per tanti aspetti. Quello della credibilità internazionale, naturalmente, ma appunto anche quello di poter piacere al movimento 5 Stelle. Sfondare nel campo grillino, che Bersani considera sua zona d’incursioni, sempre respinte però, è la scommessa di Berlusconi che renderebbe la corsa al Colle ancora più imprevedibile e avventurosa di come si annuncia.
NEGOZIATI
Ma prima di arrivare al «male minore», il Cavaliere parlando con i suoi ha assicurato che tenterà qualsiasi via - cioè vari nomi - purchè si arrivi a un’intesa nonostante Bersani stia facendo «il gioco delle tre carte. Si rifugia in questo, perchè bloccato dalle divisioni nel Pd». Ieri le rispettive diplomazie hanno ripreso i contatti (telefonici). Franco Marini è il nome democrat che il Pdl sarebbe pronto a votare anche al primo scrutinio. A pressare su Berlusconi perchè punti su Marini sono i cattolici azzurri, in primis l’ex ministro Rotondi. Ma resta in corsa, come frutto di un’intesa possibile ma anche no, Giuliano Amato.
IL GOLPE
Se invece si arriva a Prodi, «lo scontro si radicalizza» (dicono in coro i pidiellini) e «andremo in piazza a gridare al golpe» (parola di Silvio). Non prima di avere puntato su Emma, opzione che comunque Berlusconi non vive a cuor leggero. Per i cattolici del Pdl è un’ateista, uno come Giuliano Ferrara ha detto l’altro giorno che «se fanno la Bonino io mi faccio esplodere» e lo stesso Cavaliere non è che si fidi fino in fondo dell’esponente radicale. Nonostante il suo garantismo doc.

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