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Data: 15/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aquilani divisi a Roma la protesta è a rischio flop

La manifestazione di domani minata dalle contrapposizioni interne

LA RICOSTRUZIONE
L’AQUILA Tutti a Roma, domani: insieme, ma divisi. Perché a Roma bisogna andarci per avere la certezza dei fondi e sarebbe miope non andarci solo perché l’idea è venuta al sindaco Massimo Cialente, ma che sia ben chiara la responsabilità della mancata ricostruzione. E, allora, i richiami all’unità di azione e i buoni propositi cadono di nuovo nel vuoto perché la marcia su Roma non vede schierata la politica compatta e, per la verità, neanche gli aquilani. Insomma, la protesta rischia di rivelarsi un flop, anche se un primo risultato l’ha ottenuto con l’incontro tra il sottosegretario Antonio Catricalà, Cialente e gli altri otto sindaci delle aree omogenee. Anche Guido Quintino Liris, tra i pochi nel Pdl a ritenere necessaria una presa di posizione univoca della città dell’Aquila e dei Comuni del cratere, finisce, poi, a puntare il dito contro il Pd, Barca, Cialente. Così toglie forza alla battaglia che, pure, difende, se dice che «è stato un errore dividerci: a Roma c’è la necessità di chiedere certezza di fondi non per Cialente, ma per L’Aquila e il suo territorio. E’ atteggiamento miope quello di chi vuole, sul tema della ricostruzione, approfittare per fare emergere le inefficienze dell’attuale amministrazione cittadina. Questo è sotto gli occhi di tutti e non ha alibi». E alla fine conclude: «La popolazione del nostro territorio è stufa dei litigi. Ma i cittadini sanno bene che le sole coperture finanziarie attualmente disponibili sono quelle derivanti dagli stanziamenti del Governo Berlusconi».

Tutti a Roma, domani, appassionatamente a modo mio. Su un unico pullman, magari, ma gli uni seduti davanti e gli altri dietro. Insieme, ma divisi. Perché, a Roma, bisogna andarci per avere la certezza dei fondi e sarebbe miope non andarci solo perché l’idea è venuta a Cialente, ma che sia ben chiara la responsabilità della mancata ricostruzione. E, allora, i richiami all’unità di azione e i buoni propositi cadono di nuovo nel vuoto perché la marcia su Roma, con carriole di progetti firme, non vede schierata la politica compatta e, per la verità, neanche gli aquilani. Insomma, la protesta rischia di rivelarsi un flop, anche se un primo risultato l’ha ottenuto con il previsto incontro tra il sottosegretario Antonio Catricalà, Cialente e gli altri otto sindaci rappresentanti delle aree omogenee. Anche Guido Quintino Liris, tra i pochi nel Pdl a ritenere necessaria una presa di posizione univoca della città dell’Aquila e dei Comuni del cratere, finisce, poi, con il precisare le responsabilità del Pd, di Barca, di Cialente. E, insomma, anche lui ricade nell’errore e toglie forza alla battaglia che, pure, difende. «C’è la necessità di legare il destino dell’Aquila con quello dei Comuni dell’hinterland - dice -. Ed è stato un errore dividerci: a Roma c’è la necessità di chiedere certezza di fondi non per Cialente, ma per L’Aquila e il suo territorio». «Mi sembra un atteggiamento miope e poco lungimirante quello di chi vuole, sul tema della ricostruzione, approfittare per fare emergere le incongruenze, le inefficienze e la vacuità dell’attuale amministrazione cittadina - prosegue -. Questo infatti è sotto gli occhi di tutti e non ha alibi. Ma la volontà di palesare i fallimenti di una amministrazione non deve prendere il sopravvento sull’interesse collettivo: la popolazione del nostro territorio è stufa dei litigi e della confusione e chiede un’assunzione di responsabilità vera. Il territorio aquilano e la sua ricostruzione prima delle beghe politiche». «Non ci si può riempire la bocca nei comizi e nelle pubbliche assise sulla necessità di costituire e rappresentare un partito trasversale della ricostruzione, su quanto sia indispensabile essere uniti sotto un’unica bandiera (quella neroverde), e, di contro, scegliere la strada più comoda, quella di lucrare politicamente sulle difficoltà di Cialente. Troppo semplice e troppo rischioso, dato che potrebbero essere proprio i cittadini a dover pagare il prezzo più caro». «I cittadini sanno bene - conclude, però, Liris - che le sole coperture finanziarie attualmente disponibili sono quelle derivanti dagli stanziamenti del Governo Berlusconi e lo hanno dimostrato nelle consultazioni politiche del febbraio scorso esprimendo un grosso consenso al Pdl. Oggi è necessario denunciare che Barca ha preso in giro un intero territorio; che l’attuale governo è nemico dell’Aquila; che il Pd non ha più capri espiatori cui declinare le responsabilità di una ricostruzione che non parte; che, per una partita tutta interna al Pd, L’Aquila e l’Emilia hanno trattamenti differenti in termini di risorse finanziarie e di Cassa depositi e prestiti. Rispetto a tutte queste denunce il re è nudo!». Dunque, il solito cahier de doleance di parte, alla faccia dell’unità in nome degli aquilani tutti.

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