Bentornata, filovia. Ieri mattina, in città, è ripartito il servizio filobus. Un servizio part-time, al momento. Ma, vent'anni dopo, è bastata una giornata per riscoprire il fascino del bus elettrico. Il primo “Menarini” giallo e verde esce dal deposito per la corsa da Sant'Anna poco dopo le 6 del mattino. Il filobus della linea 1, diretto al capolinea di via dei Vestini, comincia a riempirsi intorno alle 8, quando si avvicina l'orario dell'ingresso a scuola e all'università.
SODDISFATTI
Molti studenti sono un po' sorpresi. Come Guido Giacomo, che arriva dal Salento: «Non me l'aspettavo! Penso che quest'idea possa funzionare bene. A livello ecologico può essere una soluzione da prendere in considerazione». Ma decine e decine di ragazzi sono stregati dall'antica novità. «È una sensazione strana, perché non avevo mai preso il filobus», dice Dadila Rovito, vent'anni, calabrese. Ma anche per Andrea, teatino doc, è la prima volta: «Pensavo che la macchina andasse piano. E invece ho impiegato lo stesso tempo per arrivare a scuola». Aggiunge Laura, seduta a pochi metri di distanza: «E il rumore è anche minore. Così ripassare prima dell'interrogazione è un po' più facile».
IL PRIMO INTOPPO
Il primo stop temporaneo per un breve black-out di energia elettrica c'è poco dopo le nove, in viale Benedetto Croce. Ma, tempo una decina di minuti, tutto torna alla normalità. Poco prima, lungo la Colonnetta, il bus elettrico era stato costretto a fermarsi per qualche minuto a causa di un piccolo problema all'asta positiva. Dice Luca Mammarella: «Ho letto le locandine del giornale. Ma perché le altre città non seguono l'esempio di Chieti?». I problemi cominciano prima poco prima delle dieci: i due filobus sono fermi per «la taratura del sistema di comando», dicono gli autisti. Arrivano anche l'architetto Franco Chiacchiaretta, responsabile della gestione filoviaria de La Panoramica, e diversi operai. Un anziano perde la pazienza: «Vergognatevi -grida-. Abbiamo aspettato vent'anni e il risultato è questo! Certe operazioni non potevano essere fatte prima?». Si riparte dopo un'oretta. Per Giustino D'Arcangelo, pensionato di 75 anni, è un tuffo nel passato: «Da più di vent'anni non risalivo sul filobus. Un'ambientalista come me, poi, non può che essere d'accordo con il ripristino della filovia. Sarebbe il massimo se gli autobus a motore scomparissero».
L’ESULTANZA
La signora Marina Aiello la pensa allo stesso modo: «Sono un po' emozionata, e non sto scherzando. È come tornare indietro con gli anni, ricordo ancora quando i biglietti venivano venduti da un addetto direttamente sul bus». Un anziano si lascia andare a un'esultanza in stile-stadio: «Auguri al nuovo filobus! E speriamo che non si fermi». Le domande rivolte agli autisti non si contano: «Ma è solo una prova o il servizio continuerà nei prossimi giorni? Gli orari sono cambiati? Perché non c'è l'aria di condizionata?». E non manca un “regalino” per qualche sprovveduto automobilista, che ha pensato di parcheggiare sulla rampa di via dei Vestini. Le manovre da effettuare diventano complicate, arrivano i vigili urbani e, intorno a ora di pranzo, scattano le sanzioni: un'auto rimossa, quattro multe da 84 euro e sette da 41. Bentornata, filovia.
Ora si pensa al prolungamento della linea
IL FUTURO
Debutto avvenuto: Chieti è risalita sul filobus da ieri in servizio permanente effettivo con tre mezzi di antica memoria, ma ristrutturati e funzionanti. In attesa dei cinque di ultima generazione. E già l'Amministrazione Di Primio nutre la speranza, fa un serio pensierino al prolungamento della linea: dall'ospedale clinicizzato, risalendo per il quartiere Tricalle, via Picena, zona Pietragrossa e concludere il percorso al capolinea attuale di piazzale Santanna. «Una filovia ad anello che collega la parte alta ai poli universitario e ospedaliero e al Palatricalle - dice l'assessore Colantonio - naturalmente se si prospetteranno canali di finanziamento europei, cone fondi Fas o altri per il trasporto pubblico ecologico. Noi abbiamo massimo interesse a un progetto del genere». Idea ardita perché un tale prolungamento richiede ingenti somme, ma ci si tenterà. L'esordio quasi all'alba: Il battesimo è toccato a Matteo Zappacosta, giovane autista alla sua prima esperienza con il filobus. Una prima volta «che è andata bene, tutto è filato liscio, la guida è agevole», ci dice soddisfatto.
IL MONITORAGGIO
Poi le corse sono proseguite, secondo gli orari stabiliti, alternandosi ai tradizionali mezzi su gomma che hanno affiancato il servizio, fino alle ore 19, 10 con il rientro in rimessa. «Così faremo anche nei giorni avvenire - spiega l'architetto Franco Chiacchiaretta responsabile della gestione filoviaria per la società La Panoramica - per monitorare il percorso, i mezzi, la linea». Tre filobus impiegati ieri, con autisti veterani (alla guida già negli anni '90) e neofita che hanno fatto corsi appositi per la guida.
DOMANI GLI ISPETTORI
C'è stato intorno alle 10 il fermo nel capolinea di una corsa per «fare le prove delle sottostazioni e la taratura dei sistemi di comando. Una situazione prevista e che si ripeterà, ma nessun disservizio perché è sempre in funzione il mezzo su gomma», spiega Chiacchiaretta. Per diverse settimane ci sarà il par time «anche per abituare i cittadini». Domani e giovedì gli ispettori dell'Ustif collauderanno i nuovi filobus dotati anche di aria condizionata (gli attuali non l'hanno). Con l'arrivo del gran caldo, solo i nuovi gireranno.