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Pescara, 22/03/2026
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Data: 16/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
La lotta paga - La marineria blocca Pescara. Il dragaggio parte male, occupato l’asse attrezzato: traffico in tilt, automobilisti furibondi. E il traffico impazzisce, ingorghi e proteste. Riunione d’urgenza con il governatore Chiodi, in serata la situazione torna alla normalità

PESCARA I problemi del porto deflagrano in maniera clamorosa. La marineria è passata dalle parole ai fatti e ieri alle 8, con una cinquantina di uomini, ha occupato il ponte dell’asse attrezzato bloccando il traffico di Pescara. Solo alle 18,30 il blocco è stato eliminato, grazie all’intesa sottoscritta al tavolo coordinato dal governatore Gianni Chiodi. Da Roma il provveditore alle opere pubbliche Carlea aveva promesso per ieri l’arrivo di due draghe. Ma alle 9 in porto c’era solo il piccolo pontone della Fioravante. Immediata è scattata la protesta dei pescatori. Il portavoce Mimmo Grosso: «Chiediamo la copertura della cassa integrazione e la deroga al fermo pesca biologico dell’estate. Sessanta persone non hanno percepito gli ultimi tre mesi del 2012 di cassa integrazione e duecento persone, per altrettante famiglie, invocano la cassa integrazione per il 2013». Per il dragaggio hanno concesso altri tre giorni: «Aspettiamo la draga per giovedì, sperando che nel frattempo si proceda a impermeabilizzare la vasca di colmata». Intanto la città andava in tilt, con gli automobilisti bloccati in un ingorgo dopo l’altro e furiosi.

«Vedere per credere» avevano detto. E quello che hanno visto ieri non è piaciuto loro per niente. La marineria è passata dalle parole ai fatti e ieri alle 8, con una cinquantina di uomini, ha occupato il ponte dell’asse attrezzato mandando in tilt il traffico. Solo alle 18,30 il blocco è stato eliminato, grazie all’intesa sottoscritta al tavolo coordinato dal presidente della regione Gianni Chiodi. Presenti il presidente della Provincia Testa, il sindaco Mascia, la senatrice Chiavaroli, il consigliere regionale Sospiri, gli assessori regionali Febbo e Masci, il presidente della Caripe, Mauro, e una delegazione della marineria.
«OCCUPIAMO LA STAZIONE»
Da Roma il provveditore alle opere pubbliche Carlea aveva promesso per ieri l’arrivo di due draghe. Ma alle 9 in porto c’era solo il piccolo pontone della Fioravante a inzuppare l’escavatrice sui fondali del porto, scaricando sabbia nera in banchina. Immediata è scattata la protesta dei pescatori. «Occupare l’asse è un atto dovuto per il menefreghismo delle istituzioni. Carlea a Roma ci ha ascoltato trenta secondi e oggi è smentito dai fatti. Vogliamo qui Chiodi, Pagano, Mascia, Febbo e Testa o altrimenti andremo ad occupare la stazione» ha gridato Mimmo Grosso, portavoce dei pescatori.
LA VERTENZA PORTO
«Chiediamo la copertura della cassa integrazione e la deroga al fermo pesca biologico dell’estate - ha aggiunto Grosso -. Abbiamo 60 persone che non hanno percepito gli ultimi tre mesi del 2012 di cassa integrazione e ci sono 200 persone, per altrettante famiglie, che invocano la cassa integrazione per il 2013». Per il dragaggio hanno concesso altri tre giorni: «Aspettiamo la draga per giovedì, sperando che nel frattempo si proceda a impermeabilizzare la vasca di colmata».
TASSE SOSPESE
Controllati a vista da Digos, Polizia e Carabinieri, sotto il cordinamento del questore Passamonti, i pescatori hanno piazzato sul ponte striscioni e tavolini e lì si sono confrontati con i politici. Il consiglio comunale in corso è stato sospeso fino al pomeriggio (di fatto non è più ripreso) e molti consiglieri hanno raggiunto i pescatori per ascoltare le loro ragioni, così come i sindacalisti Cgil Castellucci e Ronca. Guerino Testa ha informato a Roma il senatore Gaetano Quagliariello, uno dei saggi del presidente Napolitano, che ha preso contatti con il presidente dell’Inps, Mastrapasqua, e il ministero di Passera. Il sindaco Mascia ha annunciato una moratoria per la sospensione del pagamento di Imu e Tarsu e addizionale Irpef e ai pescatori e ai dipendenti di un settore paralizzato da un anno e mezzo. Il Pd, ha detto il consigliere Enzo Del Vecchio, ha già presentato emendamenti per modificare il regolamento sui tributi per venire in aiuto a situazioni come questa. Intorno alle 12 politici e pescatori sono stati ricevuti dal prefetto D’Antuono per un altro confronto.
PANINI E PASTA AL PESCE
All’ora di pranzo è fallita la trattativa per liberare l’asse attrezzato. I pescatori sono rimasti sul posto e hanno rimandato tutto al confronto delle 16 in Comune con il presidente Chiodi. Ai tavolini vengono serviti panini e più tardi anche linguine di pesce. Solo alle 18, dopo due ore di confronto (e anche di insulti) in Comune, si arriverà alla tregua tra marineria e città.
L’ACCORDO
Il presidente Chiodi ha riassunto i punti dell’accordo sulla base delle richieste dei pescatori. Eccoli: oggi il consiglio regionale delibererà il finanziamento di 650mila euro: 450mila per il fermo pesca straordinario di marzo e aprile alla marineria e 200mila per gli altri operatori portuali. Per la complessa questione della cassa integrazione in deroga, ci sono divergenze tra Inps e Federpesca sulle strade da seguire. La Regione si è impegnata a trovare un accordo con l'Inps per l'anticipazione di 700 mila euro che verrebbero stornati dai 3 milioni di euro vincolati per la marineria con il Decreto sviluppo. Lo stesso Chiodi, che per telefono si è sentito ieri con l’europarlamentare Tajani, va a Bruxelles il 23 e il 24 aprile per accelerare lo sblocco di questi fondi. Il presidente ha anche garantito massima vigilanza sul dragaggio.


E il traffico impazzisce, ingorghi e proteste
Lunghe code in centro ma forti disagi anche nelle periferie

Volevano far sentire la loro voce e questa volta ci sono riusciti. Non c'è un solo pescarese a non essersi chiesto ieri cosa stesse accadendo, ieri, quando per l'intera giornata il traffico cittadino è andato letteralmente in tilt. Alle 8, sulla rampa dell'asse attrezzato che porta a piazza Italia si sono radunati una cinquantina di pescatori che, armati di sedie, tavolini e striscioni, hanno invaso la carreggiata, imponendo all'Anas la tempestiva chiusura al traffico del raccordo nel tratto compreso tra il km 14,100 e il km 14,700, in direzione Pescara. Immediatamente è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni anche tutta la statale 16. Il traffico è stato, così, deviato sulla tangenziale di Pescara e frotte di vigili si sono riversati in strada per dirigere i flussi d'auto, ma ormai era troppo tardi per contenere i disagi. Code lunghissime si sono registrate nella prima mattinata attorno a piazza Italia, l'intera zona del porto è stata per ore completamente paralizzata e anche gli utenti in arrivo da Chieti hanno avuto problemi a raggiungere il centro cittadino.
«È più di mezz'ora che sono in fila e ormai non farò più in tempo ad arrivare al mio appuntamento» si sentiva ringhiare fra gli automobilisti in coda che, dalla Madonnina, cercavano di raggiungere piazza Italia. «Cosa sta succedendo?» e ancora «Perché siamo bloccati?». Fra strombazzate di clacson e imprecazioni, qualcuno cercava di ottenere informazioni dai passanti. «I pescatori hanno bloccato l’asse attrezzato» brontolavano, ancora, gli automobilisti imbottigliati nel traffico. «Siamo solidali con loro e questa storia del dragaggio è uno scandalo, ma se continuano a bloccare l'asse attrezzato entro fine serata non saranno gli unici a non avere più un lavoro». Ore drammatiche, dunque, per la viabilità cittadina, che ha subìto, poi, un vero black out all'ora di punta, intorno alle 13. Infatti, armatori e pescatori, in attesa di incontrare il governatore Chiodi alle 16, hanno continuato per tutto il giorno a bloccare il traffico e con la chiusura di scuole, uffici e negozi la viabilità è letteralmente impazzita lungo quasi tutte le principali arterie di Pescara. Code lunghissime si sono registrate in via Ferrari e via del Circuito, dove il passaggio delle ambulanze ha trovato ostacoli. Ingorghi su viale Bovio e per tutto corso Vittorio Emanuele, dove neanche la presenza dei vigili urbani è riuscita a contenere i disagi. E poi, ancora, auto incolonnate anche lungo le corsie preferenziali degli autobus, su viale Marconi, via D'Annunzio e sulle due riviere. Nel pomeriggio, poi, i disagi maggiori si sono registrati su via del Circuito, via del Santuario, Villa Raspa e a Porta Nuova. Moltissimi automobilisti, infatti, per evitare di addentrarsi nel centro, hanno optato per gli ingressi dell'asse attrezzato a Pescara Colli e a Pescara sud, intasando, così, anche le periferie.

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