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Pescara, 22/03/2026
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Data: 16/04/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La Corte dei conti promuove Chiodi Il governatore: «Per noi è uno stimolo a intervenire per migliorare i servizi»

PESCARA La Corte dei Conti promuove la riorganizzazione della sanità a opera della Giunta Chiodi. «Negli esercizi 2010 e 2011 l'adozione di programmi operativi ha consentito, da un lato, l'arresto dei disavanzi e il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario e, dall'altro, l'avvio di una più mirata riqualificazione dell'offerta regionale ospedaliera». Un vero attestato di merito alla Regione, quello rilasciato ieri all'Aquila dalla sezione abruzzese di controllo della Corte dei conti. Per il governatore, e commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi si tratta di una promozione bis, che segue di qualche giorno il monitoraggio del Tavolo ministeriale. La sezione di controllo della Corte dei Conti ha illustrato i risultati dell'indagine sulla sanità abruzzese davanti a tutti i maggiori esponenti del settore e, nell'esprimere il proprio apprezzamento sull'attività compiuta dalla Regione, ha preso atto che «è stato effettuato un controllo più stringente rispetto agli esercizi passati, a partire dal 2009, sui bilanci aziendali». La valutazione ha riguardato anche i provvedimenti assunti dal commissario in materia di ospedali, strutture pubbliche e private, procedure di accreditamento, tetti di spesa dell'assistenza ospedaliera, specialistica ambulatoriale, riabilitativa e farmaceutica. «Il buon esito degli esami di questi giorni ai Ministeri e alla Corte dei Conti - commenta Chiodi - è il riconoscimento del nostro buon lavoro, ma è anche uno stimolo a intervenire per offrire al cittadino una sanità di qualità, migliorando l'accessibilità ai servizi e valorizzando le risorse umane e materiali. Appare con forza, anche da questa indagine, la volontà riformatrice della Regione che, accanto alla razionalizzazione dei costi, ha consentito la svolta in termini di innovazione strutturale. È la stessa Corte ad affermare che il Piano di rientro di per sé non è stato efficace a contrastare il disavanzo, legato più a carenze strutturali che non a problemi contabili. Fino al 2009, quelli adottati erano provvedimenti frammentari, scollegati da una vera programmazione. Il numero di posti letto eccessivo e l'alto tasso di ospedalizzazione - sono stati riconosciuti dal Ministero come cause strutturali del disavanzo accumulato».

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