ROMA Non ci stanno proprio, gli «impresentabili» e/o «improponibili» (copyright Matteo Renzi), Franco Marini e Anna Finocchiaro, a farsi impallinare da chi che li vuole rottamare in vista della corsa per il Colle. L’ex capogruppo Pd al Senato non ci pensa un secondo e gli replica sparando a palle incatenate, dalla sua pagina Facebook. L’ex presidente del Senato ci mette più tempo, risponde verso sera, ma altrettanto duramente. Lo scontro interno al Pd ha superato di lunga il livello di guardia. Ormai, è guerra aperta e di tutti contro tutti. E così, dopo il durissimo botta e risposta tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi che ha infiammato il fine settimana, il taglia-fuori del sindaco di Firenze per i papabili Finocchiaro e Marini provoca reazioni indignati dagli interessati e da altri.
RISPOSTA VIA FACEBOOK
«Non mi sono mai candidata a nulla – scrive la Finocchiaro – e conosco bene i miei limiti. Ho sempre servito le istituzioni in cui ho lavorato con dignità e onore e con tutto l’impegno di cui ero capace. Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti». Quella parola, «miserabile», fa immediatamente il giro della Rete, a mo’ di tormentone. «E - aggiunge la senatrice - trovo inaccettabile e ignobile che un simile attacco venga da un esponente del mio stesso partito. Chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato». Un giudizio al vetriolo cui, più tardi, si aggiunge quello di Marini. «Nella mia vita pubblica - afferma - ho ricevuto critiche e contestazioni. Come tutti. E’ normale e logico che sia così. Renzi però usa un altro registro. Insinua che io starei strumentalizzando e consentendo che venga strumentalizzato il mio essere cattolico a fini politici. Non posso lasciar passare in silenzio parole tanto gravi e offensive. Io non mi sono candidato a nulla». Poi conclude amaro: «E’ una deriva nella discussione pubblica di cui non si sentiva la necessità e di cui Renzi porta tutta la responsabilità».
IMBARAZZO DEGLI EX PPI
Oltre che da Finocchiaro e da Marini, una risposta al vetriolo all’indirizzo di Renzi giunge anche da Giuseppe Fioroni, capofila degli ex-Ppi attuali nel Pd: «Bisognerebbe collegare la lingua al cervello senza perdere il rispetto dell’altro prima di sferrare un colpo», sibila in diretta a Tgcom 24 Fioroni. Pure l’ex ministro Barbara Pollastrini ci va già pesante e accusa Renzi di essere «un irriconoscente verso il suo partito e con un tocco di villania sgraziato». Insomma, un miserabile e pure un ingrato. In serata, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, prova a ricomporre i pezzi dell’unità perduta dagli schermi del Tg3: «I toni e i veti di Renzi non sono condivisibili, ma Renzi è una risorsa per il Pd».
Poi Letta riconosce il dramma in atto: «C’è un rischio di spaccatura del partito mentre il Paese è allo stremo. Non possiamo spaccarci in questo momento», ma l’appello rischia di arrivare troppo tardi.