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Data: 17/04/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ricostruzione a L'Aquila - Si torna con un miliardo nelle carriole. Incontro sulla ricostruzione tra i sindaci e Catricalà a palazzo Chigi. Il sottosegretario assicura i finanziamenti con un nuovo decreto

L’AQUILA Sono partite vuote, sono tornate con un miliardo di euro. Le carriole aquilane stavolta non tornano cariche di sudore e botte, come fu nella drammatica manifestazione di qualche anno fa. I risultati ci sono e per la città piegata dal terremoto è più che una boccata d’ossigeno. Ne è convinto anche il sindaco, Massimo Cialente che ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, con il capo dipartimento del Ministero per la Coesione Territoriale Aldo Mancurti e il capo ufficio di Gabinetto del ministero Alfonso Celotto. «Un incontro positivo – ha detto– soprattutto perchè siamo riusciti a far comprendere che la ricostruzione è stata sbloccata, che noi siamo pronti con i progetti e con un preciso cronoprogramma. Adesso servono risorse subito». Nel dettaglio: «Il sottosegretario Catricalà ha accolto la richiesta di circa 1 miliardo per il 2013 - ha proseguito Cialente - da stanziare subito con un decreto, a copertura del fabbisogno, per l'anno in corso, del Comune dell'Aquila e di quelli del cratere. A questa cifra andranno ad aggiungersi le somme necessarie a completare la ricostruzione e per la copertura del cronoprogramma, da inserire nella legge di stabilità nazionale a fine anno».

«Con i i primi fondi – afferma ancora il sindaco – riusciremo a far partire quei cantieri fermi a causa dell'insufficienza di risorse e a sbloccare quelli già avviati per cui, con i fondi attualmente disponibili, non riusciamo neanche a pagare gli stati di avanzamento lavori. In tutto oltre 800 milioni di euro, indispensabili per far ripartire la ricostruzione e per liberare risorse dall'assistenza alla popolazione». Tutto questo arriva a più di quattro anni dal terremoto: «Come ho spiegato al sottosegretario Catricalà, che ha colto perfettamente il messaggio, finora la ricostruzione è stata bloccata dalla farraginosità dei processi amministrativi, per cui, pur avendo disponibilità di fondi, non si riusciva a spenderli - ha detto Cialente - Ora, invece, ci troviamo nella situazione contraria. Il cambio di governance ha impresso finalmente un'accelerazione e segnato un deciso cambio di passo nella ricostruzione, per cui siamo pronti con i progetti e con il cronoprogramma, approvato dal Consiglio comunale, ma siamo fermi per mancanza di liquidità».

«L'impegno del governo - ha proseguito il sindaco - è stato dunque quello di procedere subito con un decreto, per dare ossigeno alla ricostruzione e consentire di ripartire con i cantieri. Per parte mia, ho già parlato con il segretario generale del Quirinale per verificare che il decreto possa essere firmato in questi giorni dal presidente Napolitano».

«Una nota per me dolente c'è stata solo al termine dell'incontro. Mentre uscivo - ha concluso Cialente - ho infatti incrociato il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che doveva incontrare il sottosegretario Catricalà sui problemi del terremoto emiliano, cosa che ha reso ancor più evidente l'assenza dai tavoli istituzionali, ormai cronica, del presidente Chiodi, per cui il terremoto dell'Aquila è sempre stato solo un fastidio».

Intanto arriva la notizia sul rinvio della discussione sulla situazione post terremoto in Senato: «È stata spostata al 24 aprile – dice la parlamentare Pd Stefania Pezzopane – il governo vuole tempo per relazionare in aula, anche alla luce delle proposte avanzate questa mattina nel corso dell'incontro con gli amministratori locali. L'Aquila ha bisogno di risposte». A Catricalà sono state consegnate simbolicamente le partiche per la ricostruzione rimaste al palo non solo all’Aquila, ma anche in altri Comuni: all’incontro hanno partecipato infatti anche i sindaci di Prata d'Ansidonia, Castel del Monte, Navelli, Cugnoli, Rocca di Mezzo, Pizzoli, Barisciano, Fossa e Capitignano. «L’iniziativa presa oggi dalle istituzioni è stata molto utile. – sostiene il parlamentare del Pd Giovanni Lolli – E’ servita a far capire a tutto il governo che la situazione è radicalmente cambiata. Fino a qualche tempo fa, a causa della complicatezza delle procedure per la ricostruzione dell’Aquila, non si riuscivano a spendere tutti i soldi messi a disposizione dallo Stato. Oggi, grazie alle misure introdotte dal ministro Barca e alle iniziative dei Comuni, le procedure sono state accelerate e abbiamo molti più progetti di soldi in cassa. Questo stato di fatto capovolge l’immagine che l’Italia e lo Stato avevano di noi e deve conseguentemente cambiare radicalmente le politiche. In particolare la soluzione ormai chiara è quella di applicare al nostro terremoto la regola seguita in Emilia – Romagna, ovvero avvalersi dello strumento del credito agevolato dalla Cassa depositi e prestiti». Intanto partono le procedure per l'affidamento dei lavori di restauro della Chiesa di San Gregorio Magno nell'omonima frazione dell’Aquila. La Direzione regionale per i beni culturali dell'Abruzzo ha infatti pubblicato il bando di gara. Il monumento, sarà restaurato grazie alla donazione del governo della Federazione Russa (1.800.000,00 euro), che sostiene anche il restauro del settecentesco Palazzo Ardinghelli a L'Aquila (di cui sta per partire il secondo lotto d'interventi, con un finanziamento di 7.200.000,00 euro).

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