L’AQUILA Sette milioni e mezzo di euro per le imprese turistiche e commerciali del cratere sismico. Queste le risorse finanziarie, provenienti dalla rimodulazione dei fondi strutturali europei del Fesr, che la Regione mette in campo attraverso due diversi bandi pubblici. Le delibere e i due bandi, formulati secondo le indicazione dell’Unione europea, sono stati presentati ieri dal governatore Gianni Chiodi e dall’assessore al turismo, Mauro Di Dalmazio. Il primo bando, nel quale sono impegnati 3 milioni e mezzo di euro, prevede incentivi alle imprese turistiche già esistenti, includendo nella misura anche i servizi di ristorazione. Con il secondo bando, la cui consistenza finanziaria è di 4 milioni di euro, la Regione punta, invece, a portare nuove aziende turistiche nel cratere. «Il bando da 3 milioni e mezzo di euro è organizzato attraverso lo strumento del de minimis», ha spiegato Di Dalmazio. «Si tratta di aiuti di limitata entità. Sono fondi comunitari che potranno finanziare le attività fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimo di 200 mila euro nel triennio». «Questi due bandi, uniti agli 87 milioni di euro già stanziati per l’area del cratere con finalità legate alla ripresa economica e sociale, sono la prova dell’impegno considerevole messo in campo in questi anni dalla Regione. Risorse con le quali abbiamo inteso dare una risposta forte e un sostegno concreto alle tante istanze delle aree colpite dal sisma», ha spiegato Chiodi, per poi aggiungere che «la Regione ha destinato al cratere il 30 per cento dei fondi Fesr». Poi, puntuali, sono arrivate le bordate al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, ieri mattina a Roma con altri amministratori del comprensorio per chiedere soldi per la ricostruzione, e al ministro Fabrizio Barca. «Da mesi la ricostruzione è ferma. Una situazione di stallo veramente preoccupante e solo in parte giustificabile con il fatto di aver sottovalutato i problemi legati al passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria. Il ritardo», ha detto il presidente, «è diventato un aspetto patologico della ricostruzione. All’Aquila si preferisce pensare ai mali futuri piuttosto che a quelli attuali. La verità è che dal 31 agosto scorso, con la fine del commissariamento, la ricostruzione è bloccata. Non c’è stato alcun rifinanziamento e migliaia, ormai, sono i progetti fermi. Le cose non sono andate meglio neppure sul fronte delle risorse stanziate dal Cipe, che tardano ad arrivare. Cialente fa bene a battere cassa, ma è necessario anche saper spendere le risorse disponibili». Infine, la disputa sui 100 milioni (sempre fondi Cipe) destinati allo sviluppo economico. «Il ministro Barca», ha tagliato corto Chiodi, «non può far finta di non sapere che la programmazione spetta alla Regione».