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Data: 17/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
«Cassa» in deroga Fornero frena, sindacati all’attacco. Camusso: servono subito 2,7 miliardi

Il ministro: il governo è in scadenza, non facciamo decreti Pd: non è vero.

ROMA Servono soldi da destinare alla Cassa integrazione in deroga, ma il governo non sa come trovarli e quali strumenti adottare. Ai sindacati che, al termine di una manifestazione in piazza Montecitorio, hanno chiesto maggiori certezze, il ministro Fornero ha replicato che il governo «in scadenza» non può fare un decreto ad hoc. Lunedì lo stesso ministro aveva affermato che 1 miliardo potrebbe non essere sufficiente. Lo scottante dossier approderà su un tavolo la settimana prossima, probabilmente a Palazzo Chigi. Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato per sollecitare le istituzioni a muoversi di fronte a un dramma sociale che coinvolge non meno di settecentomila lavoratori. I presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, hanno assicurato «sostegno» ma dal governo non sono giunti segnali positivi, solo l’annuncio di un nuovo «tavolo». La spesa per la Cig, ha detto il ministro Fornero, «non sarà più bassa del 2012» quando le risorse investite in quella in deroga sono state di 2,3 miliardi. Ma per Susanna Camusso, leader della Cgil, siamo di fronte a «un balletto incomprensibile» e in realtà «non c’è bisogno di aspettare. Questo governo ha tutti gli strumenti per decidere e per riparare agli errori fatti». Camusso ricorda che «il ministro Grilli ha detto che le risorse c’erano, gli abbiamo chiesto allora di stanziarle e ovviamente a quel punto è sparito tutto nel nulla e ora il ministro del Lavoro lancia l’allarme». Proprio Fornero, al termine del vertice con le parti sociali, ha fatto intendere che «ci sono delle resistenze» allo stanziamento e di fare affidamento sul tavolo della settimana prossima per smussarle. Servono urgentemente risorse per coprire almeno tutto il 2013. Per gli ammortizzatori sociali in deroga, afferma Camusso, almeno 2,7 miliardi da prendere da grandi patrimoni e spese militari. Ma il vero problema è che «senza lavoro questo Paese non va da nessuna parte e qualcuno sta giocano dallo sfascio». Si potrebbe cominciare, ha osservato Raffaele Bonanni, mettendo nel Def, il Documento economico e finanziario, 1,5 miliardi in più per la Cig in deroga. Il segretario della Cisl ha confermato che il sindacato «non abbandonerà i cassaintegrati in deroga e gli esodati» perchè sono «i lavoratori più poveri in assoluto, vengono dalle piccolissime aziende e con gli ammortizzatori hanno un reddito di sussistenza. Se anche questo dovesse venire a mancare sarebbe a rischio la coesione sociale». Ma se il governo non adotterà entro maggio un provvedimento con le risorse per la Cig in deroga - annuncia Luigi Angeletti, segretario della Uil, porteremo a Roma centinaia di migliaia di persone perchè l’assenza di risposte «è inaccettabile». La manifestazione nazionale potrebbe essere convocata per l’11 maggio. Fassina, responsabile lavoro Pd attacca: «Non è vero che il governo Monti non può fare decreti perchè in scadenza» ricordando quello recentissimo per il pagamento dei crediti alle imprese.

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