ROMA La partita sul rifinanziamento della cig in deroga si sposta a Palazzo Chigi. Sarà lo stesso ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a chiedere al premier una riunione con tutte le parti sociali, le Regioni e anche il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, già per lunedì o martedì prossimo. Non c’è tempo da perdere, i fondi a disposizione - come confermano ben otto regioni - sono finiti, a giorni centinaia di migliaia di lavoratori rischiano di rimanere senza sussidi. «Un bomba sociale» dicono i sindacati che ieri mattina hanno organizzato un presidio davanti Montecitorio. L’emergenza delle emergenze. Bisogna recuperare almeno un miliardo e 700 milioni. E lo strumento per sindacati e imprese non può che essere la decretazione d’urgenza. Un provvedimento ad hoc, oppure un emendamento al decreto che sblocca i debiti della pubblica amministrazione. Una soluzione, quest’ultima, che in via di principio non trova il governo contrario. Purché - ha detto il ministro Grilli durante un’audizione in serata - il Parlamento individui le coperture adeguate. Un compito che invece, secondo le varie forze politiche, spetta al governo.
Insomma per ora il quadro rimane confuso. L’incontro con il ministro Fornero - riferisce la Cgil - «non è stato né risolutivo, né chiarificatore». Unica certezza: anche il ministro ha ammesso che servono più soldi. «Lo scenario di crisi e l’esperienza dello scorso anno ci indicano che la spesa non sarà più bassa del 2012», quando le risorse usate per la cassa in deroga sono state pari a 2,3 miliardi di euro. Si tratta di risorse - ha messo poi le mani avanti la Fornero - «che non può trovare il ministro del Lavoro da solo». Evidente il riferimento al collega Grilli. Di qui l’idea di far traslocare il tavolo a Palazzo Chigi. Con tanto di promessa: «Smusseremo le resistenze».
I sindacati di certo non mollano il pressing. Susanna Camusso, leader Cgil, accusa il governo di «balletto incomprensibile». Raffaele Bonanni, numero uno Cisl, ribadisce: «Non abbandoniamo i cassaintegrati in deroga e non abbandoniamo gli esodati». Il leader Cisl ha chiesto che il problema - con la quantificazione delle risorse occorrenti - sia inserito nel Def. «Un no a nuove risorse sarebbe inaccettabile» scandisce Luigi Angeletti, segretario generale Uil. Di «impatto sociale difficilmente governabile» parla anche Giovanni Centrella, numero uno Ugl.
APPOGGIO DI GRASSO E BOLDRINI
Se all’inizio della prossima settimana Palazzo Chigi non darà risposte esaurienti, i sindacati minacciano di ritornare in piazza con una grande manifestazione. Intanto ieri mattina, prima del presidio di protesta davanti Montecitorio, i leader di Cgil Cisl e Uil sono stati ricevuti dal presidente del Senato Piero Grasso e poi da quello della Camera, Laura Boldrini. Uscendone rincuorati. Secondo la Boldrini «la commissione speciale della Camera è in grado di esaminare con assoluta tempestività provvedimenti urgenti del governo sulla cassa integrazione in deroga». A sua volta Grasso ha promesso: «Faremo di tutto perché il Senato possa agevolare al massimo le procedure per affrontare il problema del rifinanziamento degli ammortizzatori».