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Pescara, 22/03/2026
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Data: 17/04/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
I fondi per la cassa integrazione non ci sono più. Gravi problemi in Abruzzo

PESCARA È allarme cassa integrazione. La crisi, in tutta Italia, ha fatto lievitare vertiginosamente il ricorso agli ammortizzatori sociali. In Abruzzo, nel primo trimestre del 2013, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, si registra un aumento complessivo delle ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga pari al 60%. Una tendenza che, su scala nazionale, pone la regione al secondo posto per crescita delle richieste di accesso agli ammortizzatori sociali. A giugno, tuttavia, scadono le coperture economiche e molte Regioni hanno già annunciato di aver esaurito le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga: Toscana, Piemonte, Marche, Lazio, Campania, Emilia Romagna e Veneto hanno bloccato le autorizzazioni relative al 2013 per mancanza di fondi. L'Abruzzo, insieme alla Liguria, rischia di fare altrettanto. Nella regione sono già stati stanziati 40 milioni di euro, ma mancano all'appello altri 50 milioni. «Siamo in condizioni migliori rispetto ad altre aree del Paese, essendo riusciti ad ottenere un doppio binario di finanziamento, ovvero un fondo per i lavoratori del cratere e un altro per l'insieme dei lavoratori abruzzesi - spiega Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil - L'aumento esponenziale delle richieste, però, pone dei problemi seri e spetta in parte alla Regione e in parte allo Stato trovare le risorse nelle pieghe dei rispettivi bilanci». Lavoratori e imprese faranno la loro parte. «Una parte del fondo 0,30, utilizzato dalle aziende per la formazione continua - sottolinea Di Cesare - sarà impiegato per contribuire alla copertura della cassa integrazione in deroga». Uno sforzo significativo, che tuttavia rischia risultare insufficiente. Roma è in difficoltà, come ha ammesso lo stesso ministro del Lavoro, Elsa Fornero e a livello nazionale, proprio a causa dell'impennata delle richieste, il miliardo di euro previsto dal Governo potrebbe non bastare per finanziare la cassa integrazione in deroga: esiste il rischio concreto che 500 mila italiani si ritrovino senza lavoro e senza paracaduti. Al quinto anno di crisi, il problema riguarda anche la cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria, finanziate da lavoratori e imprese ed erogate dall'Inps. «Stanno emergendo difficoltà legate alla liquidità - rimarca il segretario regionale della Cgil - In Lombardia sono stati stipulati accordi per ottenere anticipi da parte delle banche e in Abruzzo bisognerebbe studiare soluzioni simili».

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