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Pescara, 23/05/2024
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Data: 30/04/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parla Alfonso D'Alfonso (Asstra). No alla politica dei tagli sui trasporti pubblici: confronto con le aziende

Un no secco alla politica dei tagli al trasporto pubblico locale e l'apertura di un tavolo di concertazione con Anci, Asstra e Anav, in rappresentanza delle aziende di autolinee pubbliche e private regionali, per discutere su come porre freno al pericoloso ridimensionamento del trasporto pubblico locale in atto in Abruzzo, iniziato con la città dell'Aquila e che prosegue a Pescara. Lo chiede Alfonso D'Alfonso, della Giunta nazionale esecutiva di Asstra, all'indomani dell'annunciata riduzione dei servizi a Pescara con 10.688 corse in meno.
D'Alfonso si mostra perplesso e preoccupato per l'evidente contraddizione riscontrabile nel comportamento degli amministratori comunali che, da un lato non perdono occasione per riaffermare la centralità del trasporto pubblico e dall'altro operano in maniera diametralmente opposta tagliando risorse destinate al settore.
«Nel mese di marzo scorso a Venezia, in occasione di un convegno nazionale organizzato da Asstra - ha detto D'Alfonso - è stata sottoscritta un'intesa tra vari soggetti in rappresentanza di enti locali, aziende, sindacati ed associazioni dei consumatori, denominata "La Carta di Venezia": un documento che riafferma in modo inequivocabile il ruolo strategico del trasporto pubblico. Si tratta non di una mera dichiarazione di principio ma di un vero e proprio programma che prevede proposte e strategie mirate ad assicurare risorse certe al settore ed a creare le condizioni per un suo rilancio, rendendolo competitivo con il trasporto privato».
D'Alfonso si augura che si possa invertire questa tendenza pericolosa che porta ad affossare il trasporto pubblico, in un momento delicato come quello odierno in cui è in corso il dibattito per la redazione del piano regionale dei trasporti, un piano che nelle previsioni non potrà contare su risorse aggiuntive rispetto a quelle oggi a disposizione del settore.
«Se a questa situazione poco rosea aggiungiamo i tagli della legge finanziaria, i costi di gestione ( +20% il prezzo del petrolio), la riduzione delle risorse da parte dei Comuni - ha concluso D'Alfonso - siamo veramente all'emergenza in una regione che non può certamente permettersi di disporre di meno servizi per la mobilità collettiva».

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