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Data: 18/04/2013
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Riondino e Germano, Barbarossa e Mannoia «Il Concertone ? Per noi è a Taranto». Controiniziativa per sensibilizzare il Paese sul disastro Ilva: «I sindacati non ne vogliono sapere perchè sono colpevoli»

«Mi stanno chiamando in tantissimi. Solo nelle ultime 24 ore hanno aderito Luca Barbarossa, Fiorella Mannoia, il giovane cantautore romano The Niro» : è molto contento Michele Riondino. Che i più conosceranno nei panni del giovane Montalbano, la fiction Rai. Ma forse non tutti sanno che il 33enne attore è tarantino. E non è solo un dato anagrafico: la devastazione dell'Ilva, il disastro ambientale, sociale, umano, Riondino se lo porta tatuato addosso. E ha deciso di sfidare un colosso, l'istituzione: il Concertone del Primo Maggio. Organizzandone uno nella stessa, fatidica, data. E nella sua, tramortita, città.

TANTE ADESIONI - Insieme alle associazioni e ai comitati (ma non i partiti, ma non i sindacati) che si battono per salvare Taranto dagli spettri di un'industrializzazione prima carnivora quando era operativa, ora devastante nella sua eredità. Le adesioni di cui sopra sono solo le ultime di una lunga serie, già han detto che ci saranno il suo amico e collega Elio Germano, Daniele Sepe, Andrea Rivera, Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori, l'Officina Zoé...E il "controConcertone" si svolgerà al Parco Archeologico delle Mura Greche, dalle 10 alle 24.

SINDACATO COMPLICE - Perché dunque, chiediamo a Michele? «Perché Taranto è l'unico luogo in cui abbia senso parlare di lavoro: una città cavia, pattumiera, sacrificata a una logica industriale assurda, al ricatto occupazionale. O mangi o respiri, o lavori o respiri. L'unico posto dove i diritti mancano. E dove, a livello pratico e simbolico, non si è fatto assolutamente nulla. Nulla ha fatto la politica, nulla ha fatto l'informazione. Quando non sono state comprate. E nulla hanno fatto i sindacati». Già, è durissimo l'attore contro i confederali. «A Taranto è andata peggio. Perché il sindacato è stato complice, connivente con l'azienda, anch'esso schiavo del ricatto occupazionale. E quindi tace».

«SANREMO DI SINISTRA»- E quindi la polemica si sposta, inevitabilmente, in Piazza San Giovanni: «Non ci hanno cercato, non ci hanno proposto alcuna collaborazione. Perché non possono, perchè sono in imbarazzo. Perché le colpe dei sindacati, sul caso Ilva, sono politiche». E che cos'è il Concertone per Riondino? «Per me, è un Sanremo di sinistra, ci ha abituato a una cosa sola, al totonomi, a chi presenterà e a chi no. Ma di cosa parleranno, si sa? Quali saranno le tematiche, è noto? Da noi sarà chiarissimo. Di Ilva certo, ma non solo: di Mezzogiorno, ovunque il territorio sia stato violentato in nome di qualsivoglia logica industriale». Riondino però non ce l'ha «con i musicisti se non verranno a Taranto. Ognuno sceglie le sue piazze. E le sue strategie pubblicitarie. E il Concertone romano è sicuramente una ghiotta opportunità. Io maledico solo chi può fare e non fa».

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