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Pescara, 22/03/2026
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Data: 22/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pd diviso, tutti contro tutti. Marini spara a zero in tv contro Renzi. Mal di pancia non solo all’Aquila ma pure a Teramo

La Pezzopane rincara la dose. Paolucci: «L’Abruzzo ha le regionali: pensi a un suo progetto»

PESCARA Ricapitolando: il Pd dell’Aquila che segue la senatrice Pezzopane sul voto a Rodotà (o il non voto a Marini, se si preferisce); i giovani del Pd di Teramo contro la dirigenza provinciale perchè, in linea con quella nazionale, non ha avuto coraggio di scegliere una linea di rinnovamento; il capogruppo regionale D’Alessandro con i deputati Ginoble e D’Incecco contro chi non ha mantenuto i propri impegni. Se il Pd nazionale registra il lucido e rabbioso outing del grande vecchio escluso dalla corsa al Colle, Franco Marini (al microfono della Annunziata), quello regionale si pone il problema sul «se» e sul «quando» ci sarà un chiarimento anche a livello locale. I toni infatti non si abbassano e la Pezzopane continua a invocare la sua innocenza a chi la accusa di tradimento (anche ieri una nota molto polemica: «Così si affossa l’entusiasmo») alimentando una divisione nitida rispetto al collega capofila alla Camera, Legnini che invece spiega chiaramente perchè non si poteva votare Rodotà («rappresentava un movimento che non vuole dialogare»). Inutile tirarla in lungo: i binari vanno in parallelo e diventano un problema molto serio per il Pd Abruzzo se dietro alla scheda c’è anche qualcosa di profondo. Il segretario regionale Paolucci cammina sui carboni ardenti ed evita la sintesi, per ora: «Intanto deve nascere un governo, poi a metà maggio ci sarà l’assemblea nazionale nella quale si apre il percorso che porta al congresso nel quale si valuteranno le mozioni e i progetti che sono in gioco. L’Abruzzo ha in gioco le elezioni regionali e secondo me deve avere la gelosia di costruire un progetto proprio».
Tradotto: se ci sarà una scissione, sarà inevitabile registrarla anche a livello abruzzese ma la resa dei conti -se ci sarà- non è per adesso. Tra Renzi e Barca sostenuto dai giovani turchi la distanza è troppo ampia per fare delle proiezioni.
Ma essendoci un traguardo importante dietro l’angolo per l’Abruzzo, prima di pensare agli strappi vale la pena di pensarci su. Nel frattempo però la sfida a chi urla di più dilania il partito nei giorni in cui D’Alfonso si è chiamato fuori mentre Legnini non si è sottratto alla polemica restando allineato alla direzione nazionale. Divisi prima e dopo la meta, insomma.

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