ATESSA Un dolore lancinante e improvviso all’addome, difficoltà a respirare e la sensazione di non reggersi sulle gambe mentre si è in attesa del bus che deve ricondurti a casa dopo la scuola. È accaduto sabato, a una fermata dei pullman, a una 15enne originaria di Montazzoli che era appena uscita dall’istituto superiore cui è iscritta per fare rientro in paese. I coetanei che si trovavano con lei alla fermata l’hanno immediatamente soccorsa, facendola distendere prima che svenisse, mentre altri giovani hanno dato una mano contattando la centrale del servizio 118 per chiedere l’intervento urgente di un’autoambulanza di soccorso. La preoccupazione è salita di tono quando gli operatori del soccorso pubblico hanno comunicato al telefono che in quel frangente non erano disponibili autolettighe per raggiungere il posto.
Per fortuna della ragazza, il momento peggiore è coinciso proprio con l’arrivo dell’autobus che avrebbe dovuto portarla a casa. Il conducente del mezzo pubblico, evidentemente persona molto sveglia, resosi conto, a quel punto, della situazione di emergenza descritta animatamente dai presenti, ha fatto salire a bordo la ragazza e altri giovani che l’assistevano e, fatta inversione, ha condotto la malcapitata col proprio bus al pronto soccorso di Atessa. Il tutto tralasciando del tutto a prosecuzione dei suoi impegni di servizio che prevedevano evidentemente ben altro itinerario che non fosse quello di condurre una persona in difficoltà all’ospedale San Camillo, per di più alla guida di un pullman. Un comportamento da elogiare e che, a quanto pare, ha provocato un applauso spontaneo quando il conducente è tornato indietro per proseguire il suo giro.
Momenti di concitazione che si sono fortunamente conclusi con l’intervento dei medici dell’emergenza-urgenza del nosocomio. La 15enne era rimasta vittima di una violenta colica ed è stata sottoposta ai controlli di routine, che in casi come questi consistono nella somministrazione di antidolorifici, in un’ecografia e in un prelievo per eseguire le analisi del sangue. Resta da chiarire come mai il servizio 118 non sia stato in grado di prestare adeguata assistenza di fronte a una richiesta di intervento come quella che abbiamo descritto. Una storia a lieto fine, una volta tanto.