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Pescara, 22/03/2026
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Data: 24/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Cassa integrazione ora maggio fa paura. Si avvicina la scadenza e non ci sono soldi. L'emergenza Abruzzo per tutte le richieste

PESCARA Si va avanti di due mesi in due mesi. Uno stillicidio per i lavoratori in cassa integrazione in deroga. Appena il tempo di tappare il buco ed ecco ripresentarsi la richiesta di nuovi finanziamenti da parte delle aziende: la Regione batte cassa, lo Stato risponde centellinando le risorse disponibili, ma i soldi non bastano più.
L'Abruzzo è al secondo posto dopo le Marche per la richiesta di questo ammortizzatore sociale che serve a sostenere le piccole e piccolissime aziende, il cuore del tessuto economico locale, come avviene da Giulianova in su. Ora siamo vicinissimi ad una nuova scadenza, quella di maggio. E i numeri forniti dall'Assessorato al Lavoro della Regione dicono che la coperta è ancora troppo corta.
Le richieste di cassa integrazione in deroga per il 2013 sono circa 1.600, per una spesa complessiva di circa 49 milioni di euro. Altre 3.800 richieste riguardano la mobilità in deroga e richiederanno un ulteriore finanziamento di 16 milioni di euro. Ma il piatto piange, perché nella prima ripartizione delle risorse relative al 2013, all'Abruzzo sono stati assegnati 19.560.283 euro, mentre si è in attesa di incassare ulteriori 15 milioni di euro, di cui cinque strappati con i denti al tavolo del ministero per l'area del cratere.
ASPETTANDO IL GOVERNO
Ora l'interlocutore sarà il nuovo Governo che sta nascendo sotto la regia di Giorgio Napolitano, perché la Regione ha già escluso di poter reperire fondi propri dal bilancio, come auspicato dai sindacati. Nei prossimi giorni sarà chiamato a riunirsi anche il Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore (Cicas), dove siedono un po' tutti: Regione e parti sociali. Si tratta di intercettare subito la seconda tranche di 15 milioni promessa dal Governo e di sperare che tra le prime priorità del nuovo esecutivo di Palazzo Chigi ci sia il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Altrimenti prima dell'estate molte aziende e famiglie potrebbero ritrovarsi a corto di ossigeno.
I CONTEGGI DELL’INPS
Intanto l'Inps è alle prese con i conteggi dei residui di cassa che il Cicas sarà chiamato a valutare per destinarli alle imprese. Una questione nazionale che vede l'Abruzzo, come le Marche, particolarmente vulnerabile, colpito dalla congiuntura economica proprio nel settore che negli ultimi decenni aveva rappresentato la sua forza: le imprese artigiane, quelle che si reggono soprattutto sui consumi interni e che non hanno certo i mercati di Cina, Corea o Sud America come principali interlocutori.
Il timore dei sindacati è anche un altro: che con la cessazione della cassa integrazione in deroga molti lavoratori possano andare a gonfiare le liste dei disoccupati e che altrettante aziende vengano private di professionalità insostituibili una volta avviata la ripresa o la ripresina, come segnalato dagli analisti economici a partire dal 2014. Da qui la necessità di consentire alle aziende e ai propri dipendenti di tenere duro sino a quando la tempesta non sarà passata. Anche per l'Abruzzo lo spartiacque sarà probabilmente il prossimo autunno, perché dopo l'estate si conteranno le serrande definitivamente abbassate, quelle che hanno visto assottigliarsi le liste dei clienti e quelle pronte a ripartire. Intanto la priorità è mantenere la pace sociale.

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