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Data: 24/04/2013
Testata giornalistica: Corriere della Sera
È morto Teodoro Buontempo. Si è spento in attesa di un trapianto «er pecora», 67 anni, storico esponente dell'Msi, An e poi presidente de La Destra

ROMA - È morto alle 4..30 di questa mattina in una clinica di Roma Teodoro Buontempo, 67 anni detto «er Pecora», storico esponente dell'Msi, poi di An (che lasciò in polemica con Fini) e poi presidente de La Destra. Buontempo ha combattuto la sua «ultima battaglia» in una clinica romana. «Onore a Teodoro Buontempo. Che Dio protegga la tua anima». Questo il messaggio di cordoglio della senatrice Pdl, ex Msi e An, Alessandra Mussolini, inviato su Twitter appena saputo della morte del presidente de La Destra.

IN ATTESA DI UN TRAPIANTO -Da una ventina di giorni l'ex assessore alla Casa della giunta Polverini, infatti, era ricoverato in una clinica privata, in condizioni molto serie. Buontempo era in attesa di un trapianto, ma lunedì la situazione è precipitata e la notizia è rimbalzata sempre sul social network: «#destra Teodoro Buontempo sta molto male...», il primo messaggio. E poi la conferma del «Il Giornale d'Italia», quotidiano online diretto da Francesco Storace: Buontempo «sta affrontando in queste ore la sua ultima battaglia terrena, circondato dall'affetto dei suoi familiari e della comunità politica che ha servito nella sua vita. Il presidente de La Destra ha al suo fianco la moglie Marina e i figli Maria, Gianni e Michele».

SMENTITE -L'annuncio della morte è stato preceduto, nel pomeriggio di martedì, da voci che davano già per avvenuto il decesso. Secondo alcuni siti internet, l'annuncio sarebbe stato dato su Twitter da Umberto Croppi, ma sul profilo dell' ex assessore alla Cultura del Comune di Roma non c'è traccia di un tweet di commiato. Sempre su Twitter, la smentita di Francesco Storace, leader de La Destra: la morte «è una balla, ma è grave». E con il leader, anche amici e colleghi smentiscono la morte. Marcello Gemmato, di Fratelli d'Italia: «Teodoro Buontempo è ancora tra noi. Troppo frettolosamente si è data notizia che per fortuna non è. Coraggio vecchio cuore di destra continua a lottare». «Tutti i Media danno Teodoro #Buontempo morto lui dimostrerà il contrario» aggiunge sul social network Marco Spadaro.

PER LE BORGATE - «Pioniere» della destra sociale romana, Buontempo è famoso per il suo impegno nelle borgate e per la sua capacità di tenere banco con oratorie lunghissime, con l'inconfondibile voce rauca, storico leader prima dell'Msi e poi di An. I primi passi in politica Buontempo li muove a Ortona (Chieti), dove studia e dirige le organizzazioni giovanili missine d’Abruzzo. Nel 1968 si trasferisce a Roma dove, senza soldi, dorme con i barboni della stazione Termini e nella sua 500. Nel 1970 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù di Roma. Fino al 1977 è a capo delle organizzazioni giovanili missine della capitale.

«ER PECORA» - In un'intervista di Claudio Sabelli Fioretti pubblicata su Sette nel settembre del 2001, Buontempo accusò Rutelli per quel soprannome non certo lusinghiero («er pecora») che contraddistinse tutta la sua carriera politica: «Una operazione studiata a tavolino (...) Non potendo attaccare Gianfranco Fini, educato, elegante, di buone maniere Rutelli attaccava Teodoro Buontempo, l’uomo più famoso della destra romana, mettendone in luce le origini umili». Rutelli, «nemico» in Consiglio Comunale a Roma dove Buontempo siede dal 1981 al 1997 . Ma Buontempo è stato anche deputato nazionale dal 1992 al 2006, eletto prima con il Movimento sociale italiano-Destra nazionale e poi con Alleanza Nazionale da cui esce nel 2007 per disaccordi con Gianfranco Fini per aderire al movimento La Destra nel quale riveste il ruolo di presidente.

POLITICA LOCALE - Ricandidatosi più volte alle elezioni amministrative di Roma, Buontempo non ha ripetuto il successo raggiunto negli anni in cui era consigliere comunale della capitale. Nel 1997 appoggiò la candidatura di Pierluigi Borghini. a sindaco di Roma, ma il «nemico» Francesco Rutelli fu riconfermato. Più recentemente, Buontempo ha fatto parte della giunta Polverini come assessore alla Casa della Regione Lazio. I Subito dopo la nomina, Buontempo lanciò la controversaproposta di abbattere Corviale, l'edificio-quartiere popolare romano detto «Serpentone», sorto tra gli anni '70 e gli '80 secondo la concezione di Le Corbusier e trasformatosi «in simbolo di degrado». Molto criticato, nel 2010, anche per l'episodio del saluto romano alla commemorazione per la strage di Acca Larentia.

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