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Data: 24/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Quirinarie, a Rodotà appena 4.677 voti. Resi noti i dati delle consultazioni sul candidato al Colle: 28mila i votanti, sulla rete cresce il dibattito

ROMA Milena Gabanelli voti 5.796; Gino Strada voti 4.938; Stefano Rodotà voti 4.677. I numeri che da giorni tutti chiedevano di conoscere, quelli delle “Quirinarie” che hanno permesso al Movimento 5 Stelle di designare come candidato alla presidenza della Repubblica il giurista Stefano Rodotà da ieri sono on line. E con la pubblicazione dei numeri sul sito arrivano anche le polemiche: solo 28.519 persone, infatti, hanno votato per i nove candidati selezionati dalla rete durante il primo turno del voto (il decimo era Beppe Grillo, che si è ritirato), ovvero il 59% dei 48.292 aventi diritto, che hanno designato la giornalista Milena Gabanelli. La rinuncia della giornalista prima, del fondatore di Emergency poi, ha spianato la strada all’ex presidente dell’Autorità garante della privacy. Dopo di lui si sono piazzati Gustavo Zagrebelsky, quarto con 4.677 voti, Ferdinando Imposimato (2.476), Emma Bonino (2.200), Gian Carlo Caselli (1.761), l’ex premier Romano Prodi (caduto in Parlamento sotto il tiro dei franchi tiratori del Pd), con 1.394 voti, e infine Dario Fo con 941 voti. «Il M5S si è permesso di aizzare la piazza contro un Parlamento eletto da decine di milioni di cittadini italiani, agitando come una clava la pagliacciata delle Quirinarie via web a cui, sappiamo adesso, hanno partecipato 28mila persone, poco più della metà degli aventi diritto – accusa Giuliano Cazzola, di Scelta civica – E Rodotà, sbandierato come il “nuovo che avanza”, ha ottenuto poco più di 4mila voti. È questo il modello di democrazia che può salvare il Paese?». Ma se la politica, nel giorno delle consultazioni, ignora per lo più i risultati, la rete si scatena. «28512 voti, che sono 28512 in più di quelli che hanno potuto esprimere gli elettori degli altri partiti. E qui direi che si chiude immediatamente come si è aperta la boutade idiota sul numero dei votanti alle Quirinarie del M5S» commenta Jacopo Fornari di Prato. «Ma cavolo, in quanti del Pd hanno votato la proposta di Marini, Prodi o chicchessia? Nonostante questo, tutti a criticare il M5S!» si legge ancora. Ma accanto a chi rifiuta strumentalizzazioni, c’è chi contesta i risultati, la decisione di averli diffusi solo dopo le elezioni e chiede di rendere noti anche i risultati del primo turno. «Meglio tardi che mai – scrive Nicola Mora di Los Angeles – Rodotà ha preso 4677 voti totali, pari al 16.4% dei votanti e al 9.7% degli aventi diritto. È su queste percentuali che vi siete accaniti come testardi su Rodotà e continuate a farci vergognare di avervi votato? Ma sapete come funziona una democrazia?». «Certo averlo saputo prima che Rodotà sbandierato come “la scelta degli Italiani” aveva preso meno voti di un consigliere comunale a Olbia magari avrebbe messo le Quirinarie nella loro giusta luce e cioè quella di essere stata una beneamata str...!» osserva un altro. Dal canto suo il professore spiega di non avere «alcun risentimento» per la mancata elezione. «Non ho alcuna amarezza personale, anzi quello che è accaduto mi dà conferma che il lavoro che ho fatto non è stato inutile» commenta, con un’ultima stoccata ai partiti: «Sono scandalizzato: mentre Napolitano diceva della loro irresponsabilità, applaudivano invece di stare zitti e vergognarsi. Hanno perso la testa. Da questa vicenda – conclude – esce vittorioso Berlusconi, che sta imponendo le sue condizioni».

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