L’AQUILA Il miliardo per la ricostruzione dell’Aquila in realtà non c’è. Il sindaco Cialente dovrà accontentarsi della metà. 500 milioni inseriti nel Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. I dubbi e le preoccupazioni della vigilia sono stati confermati. «Su proposta del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente, dell’Interno e dell’Economia - si legge nella nota di Palazzo Chigi - il decreto-legge affronta alcune emergenze che impongono un intervento della massima urgenza». Ma se basteranno i soldi a disposizione è difficile saperlo. «Il decreto prevede poi alcune misure per consentire la prosecuzione dell’assistenza alla popolazione della Regione Abruzzo colpita dal sisma del 6 aprile 2009, nonché per favorire la ricostruzione anche attraverso attività straordinarie di demolizione e abbattimento di edifici pericolanti e rimozione delle macerie».
Una decisione che piace ma non troppo alla senatrice Stefania Pezzopane che ringrazia il ministro Barca, che «ha detto una parola di chiarezza su quali e quante risorse siano necessarie a L’Aquila e nel cratere per la ricostruzione: oltre 10 miliardi di euro» e sottolinea che «è solo un primo passo perché il prossimo governo e questo Parlamento dovranno di nuovo occuparsi delle popolazioni terremotate di Abruzzo, L’Aquila ed Emilia Romagna. È per questo che diciamo che il decreto approvato oggi dal Cdm, che contiene altri 500 milioni, è positivo ma che servono ulteriori provvedimenti e un finanziamento regolare, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, che garantisca il flusso regolare di un miliardo di euro l’anno per 10 anni, per consentire ai cittadini di tornare nelle loro case, ai Comuni del cratere di assolvere ai loro impegni e a L’Aquila di essere ricostruita». E Pezzopane attacca chi in Parlamento parla male dell’Aquila e degli aquilani. «Basta con le parole di sfregio che ho sentito anche in quest’aula e basta con la tracotanza dei troppi che hanno parlato e parlano dell’Aquila senza conoscerla. Gli italiani, che hanno inviato aiuti per mesi e per anni, non ci hanno abbandonati. Mi impegnerò, insieme con tutto il Pd, perché a questo primo provvedimento di 500 milioni di euro annunciato dal ministro Barca per tamponare le esigenze dei comuni, ne seguano altri per finanziare una ricostruzione programmata anno per anno». Critiche arrivano dalla senatrice Enza Blundo, protagonista di un duro e accorato intervento. Blundo ha ricordato che «nel corso della seduta del 3 aprile scorso, avevo formalmente richiesto al presidente Grasso di voler valutare l’opportunità di convocare la nostra Assemblea a L’Aquila, per una costatazione diretta dello stato in cui versa una città capoluogo riconosciuta di enorme valore storico, artistico ed architettonico. Non possiamo non tener conto delle legittime istanze dei cittadini abruzzesi del cratere - ha sottolineato Blundo - rese evidenti sin dai primi mesi dopo il sisma e da troppo tempo rimaste senza risposta Fino ad ora ci sono stati interventi parziali, dispendiosi non risolutivi che hanno lasciato ampi margini all’illegalità. Su questi temi, riguardo la ricostruzione di L’Aquila, ho presentato un atto di sindacato ispettivo e depositato una proposta di inchiesta parlamentare. Al nuovo Governo, in particolare, chiederemo risposte precise sugli enormi problemi ancora aperti nell'ambito della ricostruzione, mentre al Governo in carica e a quello che lo ha preceduto chiederemo conto del loro operato e delle ragioni delle gravi disfunzioni registrate». La senatrice del Pdl, Paola Pelino chiede un «un flusso costante ed esigibile per il mantenimento del più grande cantiere d'Europa. Mi impegno a presentare in tal senso - ha detto - una mia proposta di legge, appena sarà insediato il nuovo governo, che prevede che nei prossimi sei anni almeno venga inserito nel bilancio dello Stato un capitolo di spesa solo per la ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del Cratere quantificabile in un miliardo di euro». Richieste di attenzione per L’Aquila sono state ribadite anche dalla senatrice Federica Chiavaroli. Per Giovanni Lolli (Pd) il mezzo miliardo è una boccata di ossigeno. Contento lui...