Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 25/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Lega, Belsito in carcere Nuovi guai per Bossi

In manette anche Bonet e altri due per lo scandalo sui fondi del Carroccio E nelle carte spunta un mega-yacht da 2,5 milioni per Riccardo, figlio del Senatùr

MILANO Nell'ordinanza di custodia cautelare per Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord, spunta anche la notizia di uno yacht da 2,5 milioni di euro per Riccardo Bossi, figlio di Umberto Bossi, comprato con i soldi sottratti alle casse del partito. Nuovi guai per la famiglia del Senatùr nella seconda puntata dello scandalo Lega Nord - l'inchiesta sui fondi del Carroccio - che ieri si è arricchita di un nuovo capitolo con l'arresto di Belsito, raggiunto dagli agenti della Guardia di Finanza nella sua abitazione di Genova, e già indagato per appropriazione indebita e truffa aggravata nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo. Nell'ordinanza disposta dal Gip Gianfranco Criscione, oltre a quello dell'ex tesoriere viene richiesto l'arresto anche per altre tre persone: Stefano Bonet, detto lo "shampato", Romolo Girardelli e Stefano Lombardelli. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. Nelle carte dell'ordinanza, viene ricostruito un giro d'affari che aveva il suo centro nei contatti politici di Belsito, e una vera e propria struttura di malaffare di cui Bonet e l'ex tesoriere erano i punti di riferimento. Da una parte c'è l'accusa di truffa, secondo cui la Polare Scarl e altre società riconducibili a Bonet avrebbero emesso false fatturazioni per attività di ricerca e sviluppo facendo guadagnare alla società Siram, sotto forma di credito d'imposta, fino a 8 milioni di euro. La Siram ieri con una nota della società, ha smentito qualsiasi tipo di rapporto con Belsito che, in questo caso, avrebbe svolto il ruolo di contatto politico e, secondo l'ipotesi accusatoria, è stato grazie al suo intervento che questo “affare” tra Bonet e la Siram è andato in porto. Dall'altra parte c'è l'accusa di riciclaggio in relazione ai fondi della Lega investiti in Tanzania e a Cipro: secondo l'impianto accusatorio i soldi sottratti da Belsito dalle casse del Carroccio venivano trasferiti sui conti di una società inglese con deposito bancario a Cipro, e su un conto corrente della banca tanzaniana Bme. Gli arresti di ieri sono legati a una parte delle indagini che si va ad aggiungere all'altro filone, ribattezzato "The family", che riguarda le spese della famiglia Bossi. All'ex tesoriere, in totale, vengono contestati 7 milioni di rimborsi elettorali investiti in Tanzania, Cipro e Norvegia, oltre che 450 mila euro di assegni trasferiti su diversi conti. Ai piani alti del Carroccio, dove si temono altre conseguenze politiche derivanti dall'inchiesta, i nuovi dirigenti si affrettano a prendere le distanze. Maroni ha già dato mandato ai legali di presentare la richiesta di costituzione di parte civile della Lega Nord e il sindaco di Verona Flavio Tosi non ha usato mezzi termini: «E’ una vicenda semplicemente disgustosa, per tutti i cittadini e ancora di più per chi fa politica con passione credendo in un ideale».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it