Leggo sul Centro del 28 febbraio scorso che la commissione consigliare Ambiente di Pescara si è riunita per occuparsi dei "benefici ambientali del nuovo piano regolatore portuale". E' stato evidenziato che, con il nuovo progetto del porto di Pescara, il fiume tornerà a sfociare in mare aperto, senza ostacoli, in modo da ridurre l'inquinamento costiero e l'accumulo dei fanghi da dragare. Bisogna precisare che il fiume sarà deviato in prossimità della foce, lì dove la sua portata raggiunge i valori massimi. Quindi sarà sicuramente necessario contenerlo in maniera efficace lì dove "piegherà", soprattutto nei periodi di piena, considerando che non potrà espandersi lungo il suo corso per la presenza di infrastrutture in alveo (centri commerciali, interporti).
I nostri malcapitati pescatori torneranno a rischiare la vita per rientrare nel porto perché l'imboccatura non sarà più protetta, come accadeva prima del 1996, anno di completamento della diga foranea. Infatti, l'unico vantaggio della diga consiste nel proteggere l'ingresso dei pescherecci dai venti di nord, nord-est (per questo motivo è stata progettata e sperimentata). Inoltre l'impatto fra le correnti del fiume e le correnti del mare provocherà una forte risacca lungo i moli, creando una condizione di elevata instabilità per le imbarcazioni che li attraverseranno.
In merito al problema dell'inquinamento delle acque costiere, come si fa a non rendersi conto che il problema si risolverà solo facendo funzionare i depuratori? La dottoressa Paola Marchegiani, presidente della Commissione Ambiente, sottolinea che con il nuovo porto la sedimentazione dei fanghi diminuirà. Ma dove? Forse all'interno del porto canale, a vantaggio dei pescherecci, ma non all'interno del nuovo porto per i traghetti (progettato a lato dei moli) che probabilmente si interrerà come il porto turistico, dato che volge l'imboccatura nella stessa direzione nella quale convergono le correnti di trasporto dei materiali sedimentabili. Quindi le operazioni di dragaggio (costate fino ad ora quasi quanto un nuovo porto) continueranno.
Nonostante l'acclarata evidenza degli errori grossolani compiuti nella progettazione dell'attuale porto, come al solito non sono state individuate responsabilità. E di nuovo, errori progettuali e dispendio di denaro pubblico si profilano all'orizzonte. Perché non avere il coraggio di indire un bando pubblico per la progettazione ex novo di un vero porto che dia la tranquillità ai pescatori ed agli operatori turistici di svolgere e progettare le proprie attività?
Guya Marconi Comitato Marelibero Pescara