Per il fisco un “buco” da due miliardi. Rosy Bindi critica: «Altri i veri problemi»
ROMA La frase testuale è: «Bisogna superare l’attuale sistema sulla tassazione per la prima casa intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno per permettere al Parlamento di attuare una riforma complessiva del sistema di imposte». Il neo premier Enrico Letta esordisce con il botto, annunciando la notizia nei primi minuti del suo discorso d’investitura. Insieme al titolare dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha fatto le ore piccole domenica per fare calcoli che gli consentissero questo importante annuncio politico. Si può fare, è stata la conclusione. O almeno si può rinviare l’odiatissima tassa da pagare entro metà giugno. Si doveva pagare entro il 17 giugno, non si dovrà versare niente. Ancora è da decidere se e come si pagherà l’Imu sulla prima casa. Rimane in piedi, per ora, anche la possibilità di pagarne una parte a settembre, come stabilito dal governo Monti (era facoltativo decidere se pagarla in due o tre rate). Nei prossimi giorni il governo dovrebbe fare chiarezza. Il mancato introito per l’erario è calcolato in circa 2 miliardi, considerato che l’anno scorso il gettito dell’Imu prima casa fu di 4 miliardi. Tutto da decidere poi se e come sarà riformata la tassa. Una linea, quella del Pd, è di abolirla solo per le fasce meno abbienti. Esempio: esentare dal pagamenti quanti versavano fino a 500 euro l’anno. Il centrodestra però vorrebbe una sforbiciata più drastica. Possibilmente l’abolizione totale, facendo leva su tassazioni nuove per i tabacchi e l’alcol. Naturalmente la sospensione dell’Imu a giugno riguarda solo la prima casa. Per gli immobili commerciali e per le seconde e terze case rimane tutto come nel 2012. Per le seconde e terze abitazioni l’indirizzo consigliato è quello di sommare l’Imu del 2012 (prima rata di giugno e saldo di dicembre) e pagarne a giugno la metà. Salvo ovviamente conguagli di fine anno nei comuni dove dovessero essere ritoccate le aliquote (sempre al rialzo, in genere). Appena Letta fa l’annuncio, dai banchi di destra partono fragorosi applausi. La tanto odiata tassa sulla prima casa, reintrodotta dal governo Monti, salta almeno un mezzo giro. E se non c’è proprio la restituzione di quella pagata l’anno scorso, come voleva Berlusconi, c’è almeno una prima boccata d’ossigeno. «Nel discorso di Letta abbiamo sentito musica per le nostre orecchie e la grande notizia è che non si paga la rata di giugno dell’Imu», commenta il ministro dell’interno, Angelino Alfano. E a sinistra fa da contraltare il mal di pancia di Rosy Bindi: «Per alcuni di noi non è giusto sospendere l’Imu sulla prima casa. Abbiamo invece problemi sulle pensioni, sugli esodati e sulla sanità». Una voce flebile, che non regge il confronto con gli squilli di vittoria che vengono dal Pdl. Dice Renato Brunetta: l’annuncio di Enrico Letta, di «sospendere per giugno il pagamento dell’Imu sulla prima casa, in attesa della più complessiva revisione delle tassazioni sugli immobili, è un’importante vittoria del Pdl e del presidente Berlusconi, che non a caso avevano messo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa fra i punti irrinunciabili per poter partecipare ad un governo di larghe intese e di pacificazione nazionale». Sospensione Imu e taglio Iva sono comunque accolte con favore dal mondo imprenditoriale. Annunci che «vanno nella giusta direzione per ridare fiducia a imprenditore e famiglie», sottolinea Carlo Sangalli, presidente di Rete Imprese Italia. E particolarmente favorevole è l’accoglienza del settore edilizio. Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, definisce quello di Letta «un discorso che riapre il cuore alla speranza anche delle classi meno agiate». Qualche dubbio viene da Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali, sottolinea che i Comuni«devono arrivare al 30 di giugno con l'approvazione dei bilanci preventivi e spero quindi che ci sia immediatamente un confronto perché l'affermazione 'no alla rata Imu di giugno’ deve avere un corrispettivo: ma un corrispettivo che sia di struttura».