Il discorso di insediamento del governo Letta è stato accolto, come prevedibile, con entusiasmo bipartisan nell'aula di Montecitorio, perlomeno dei due partiti principali. Non sono mancati i distinguo, ma da destra e da sinistra sono arrivate parole di stima per il premier e di consenso per le linee di programma da lui evidenziate nella richiesta di fiducia alla Camera. «Ho condiviso il discorso di Enrico Letta dalla prima all'ultima parola: è musica per le nostre orecchie» ha sottolineato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che del nuovo esecutivo è anche vicepremier e ministro dell'Interno. «Nel suo intervento - ha sottolineato - erano contenuti tanti dei nostri valori, tante idee per le quali ci siamo battuti, dalla riduzione delle tasse, dall'azzeramento delle tasse per chi assume e per gli imprenditori che assumono giovani».
«ORA TUTTI DIAMO UNA MANO» - «Ora basta chiacchiere: cerchiamo tutti di dare una mano sul serio al governo e ci sono le condizioni per farlo» ha detto invece il segretario dimissionario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando con i giornalisti. Per Bersani, la squadra di Letta «è adatta» perchè «ha la freschezza, la competenza e la forza per crederci». Tuttavia Dario Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento, sottolinea che nonostante l'avvio del nuovo esecutivo Pd e Pdl restano su due piani diversi: «Non siamo ex avversari. Saremo avversari alle prossime elezioni». «Siamo in due campi diversi - ha precisato -, siamo costretti dalle condizioni numeriche in Parlamento e da quelle sociali nel Paese, a fare un pezzo di strada insieme. Poi torneremo avversari».
SOSTEGNO CENTRISTA - Positivo il giudizio dell'Udc: «Un discorso coraggioso e realista - lo ha definito il segretario Lorenzo Cesa -, molto concreto, con un'apprezzabile attenzione ai temi sociali e dal grande respiro europeista». «Ora - ha aggiunto - c'è bisogno di tramutare quell'entusiasmo suscitato dalle parole di Letta in unità vera, che vuol dire decisioni forti e comuni in Parlamento per affrontare quelle emergenze e quelle verità scomode che bloccano drammaticamente l'Italia».
LA CHIUSURA DEI 5 STELLE - Di chiusura, come prevedibile, le prime reazioni di deputati del Movimento 5 Stelle. Il gruppo è orientato a votare no, ha detto il deputato Roberto Fico. Aggiungendo: «Chiaramente, sono tutte persone di cui non mi fido». «Tante belle parole, ma noi attendiamo i fatti - ha invece commentato Adriano Zaccagnini -. Mi auguro che venga mantenuto l'impegno di ascoltare l'opposizione che è giovane e sostanziosa. Mi auguro che vengano ascoltate le nostre proposte e i nostri suggerimenti». Sarcastico invece Riccardo Nuti: «Il discorso di Letta? Ci mancava solo la pace nel mondo e poi il resto c'è tutto». Pesantissimo infine nell'intervento pre-dichiarazione di voto il deputato Andrea Colletti: «Presidente Letta, visto il ministro dell'Interno scelto sembra il governo della trattativa stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura».
LA LEGA - Giudizi contrastanti da parte di Roberto Maroni. Per il numero uno del Carroccio, Letta è stato «molto deludente nei passaggi più attesi dalla Lega: macroregione e tasse da lasciare nelle regioni. Su questi temi - ha annunciato Maroni - daremo battaglia». Sull'Expo invece, il segretario della Lega fa sapere che il premier Letta ha accolto la sua richiesta.