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Pescara, 20/03/2026
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01/05/2013
Il Messaggero
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Primo Maggio, festa amara. Il lavoro che non c’è getta una lunga ombra sulle manifestazioni allestite nelle città. Di Cesare, Cgil: «I giovani pagano un prezzo alto». |
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PESCARA Primo Maggio, festa del lavoro. Ma c’è poco da festeggiare: le nubi che si addensano su tante famiglie abruzzesi, gli stabilimenti che chiudono, la mancanza di fondi per gli ammortizzatori sociali rovinano la giornata dedicata ai lavoratori. A Pescara niente bandiere e comizi mentre nella provincia, negli storici centri operai di Bussi e Manoppello, ci si interroga sui misteri del passato e i dubbi del presente. Gianni Di Cesare, segretario regionale della Cgil: «Sono i nostri giovani che pagano più pesantemente la crisi, rischiamo di perdere una generazione». Ma in numerosi centri della regione si organizzano manifestazioni per rallegrare comunque la giornata: a Montesilvano è in programma lo show di Fabio Concato, ancora musica a Lanciano e Ortona mentre a Vasto si va in bici. A Chieti negozi chiusi e bar aperti in attesa del concerto che alle 18 terrà, a piazzale Marconi, il tenore Piero Mazzocchetti che invia il suo messaggio ai lavoratori: «E’ un momento difficilissimo, servono gesti significativi. Ho accettato di partecipare gratuitamente per regalare un sorriso agli operai e alle loro famiglie che soffrono».
L’AQUILA Scrive Gianni Di Cesare, segretario regionale Cgil, per il 1. Maggio: «Non dimentico che in Abruzzo sono tantissimi i lavoratori che hanno perso o rischiano il loro lavoro, che a decine di migliaia lo cercano affannosamente e non credono più di trovarlo, e tuttavia vorrei rivolgere un pensiero ai giovani. Lo faccio perché nel giorno in cui si festeggia il lavoro e se ne denunciano amaramente le difficoltà e i problemi, è giusto soffermarsi su coloro che stanno pagando il prezzo più altro della crisi: le ragazze e i ragazzi abruzzesi che un lavoro proprio non riescono a trovarlo. Una generazione di capacità, fantasia e talento che questa regione rischia di mandare sprecata se le politiche economiche e sociali non cambieranno rapidamente, se il governo regionale e quello nazionale con capiranno che spingere migliaia di ragazzi e ragazze ad emigrare dall’Abruzzo e dall’Italia non solo è ingiusto ma mette a repentaglio il nostro stesso futuro». CISL INTERREGIONALE Intanto, a conclusione del congresso regionale Cisl, a Vasto, si va velocemente verso l’unica entità denominata Cisl Abruzzo Molise. Una nuova struttura che si propone un modello organizzativo flessibile, capace di attivare sin da subito processi di programmazione e azioni di scambio di buone pratiche e informazioni su temi di interesse comune. Le due strutture regionali hanno deciso di affrontare insieme gli effetti della globalizzazione, la crisi morale e politica del Paese e le condizioni economiche e sociali che si presentano difficili nelle due regioni. La neo struttura sindacale sarà costituita il 12 luglio. Alla fine dei giorni congressuali sono stati eletti i componenti dei due consigli generali che formeranno la Cisl Abruzzo-Molise con il segretario generale e gli organi decisionali della nuova realtà interregionale. Nel periodo di transizione le Cisl abruzzese e molisana saranno rette dalla presidenza composta dal segretario generale Raffaele Bonanni, dal segretario organizzativo Paolo Mezzio e dai segretari regionali Uscenti Pietro Iocca e Maurizio Spina.
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