Sì all’abolizione dell’Imu sulla prima casa, ma solo per chi ha un’unica abitazione. È la posizione dei sindacati riguardo il dibattito sull’imposta sugli immobili, espressa al termine del direttivo unitario tra Cgil, Cisl e Uil. «Non va bene l’idea che si abolisca tout court l’Imu sulla prima casa perché così si sottraggono risorse per politche urgenti» sintetizza il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Che continua: «Bisogna scegliere di dire che si difendono le persone che hanno una sola casa e non coloro che hanno venti ville e 37 appartamenti». Nel documento approvato ieri le tre organizzazioni chiedono di riformare l’Imu esonerando «solo i possessori di un’unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell’immobile».
Per il segretario Cisl Raffaele Bonanni lo stop della rata di giugno dell’Imu, annunciata lunedì dal presidente del Consiglio Enrico Letta, «ci interessa perché l’Imu è la patrimoniale dei poveri quando si carica su lavoratori e pensionati che hanno una sola casa» ma il governo deve fare «una riforma equa del fisco». Secondo Bonanni, «bisogna abbassare fortemente le tasse per lavoratori, pensionati, imprese che investono e assumono» e per debellare l’evasione «bisogna dare rilevanza penale al reato di evasione fiscale, senza se e senza ma».
Bonanni non crede alle «minacce» di Silvio Berlusconi che sarebbe pronto a ritirare il sostegno all’esecutivo qualora non procedesse all’abolizione dell’Imu. «Mi pare difficile», ha detto il segretario della Cisl, «a distanza di qualche ora chiunque può fare il buontempone però bisogna fissarsi sui fondamentali che interessano alle famiglie».
I sindacati hanno inoltre rilanciato la manifestazione unitaria del prossimo 22 giugno a Roma: «Dovrà essere una grande iniziativa all’altezza dei movimenti storici del sindacato con cui chiudere il percorso che partirà l’11 maggio prossimo con mobilitazioni territoriali e di categoria» afferma Bonanni. Al centro dell’azione di Cgil, Cisl e Uil i temi del lavoro «dalla cassa in deroga alla soluzione del grave problema degli esodati», ma anche soprattutto il fisco. «È questa la sfida con cui dobbiamo puntare a riavviare l’economia perché il peso eccessivo delle tasse ha reso il sistema italiano stantio», ammonisce Bonanni che chiede dunque «un taglio forte» del fisco per lavoratori, pensionati e per le aziende che assumono.