ROMA «Certo che sono fiducioso sia sull'abrogazione dell'Imu, sia sulla restituzione in futuro», dice Silvio Berlusconi, conversando con i giornalisti al Senato. E puntualizza: «Non potremmo prendere parte a un Governo che non attua queste misure o sostenerlo dall'esterno, abbiamo preso un impegno con gli elettori e vogliamo mantenerlo». Il Cavaliere getta dunque un petardo tra i piedi di Enrico Letta, proprio nella mattinata in cui il governo ottiene la fiducia definitiva da palazzo Madama. E poche ore prima del primo, impegnativo viaggio del premier in Germania, dove spera di strappare condizioni più flessibili per bilanciare conti pubblici e stimoli alla crescita. «Vale quello che ho detto qui in aula», risponde Letta subito dopo, inseguito dai giornalisti. Per l’esattezza aveva parlato di «superare l’attuale sistema di tassazione sulla prima casa» e di uno stop alla scadenza di giugno per «dare il tempo di elaborare insieme una riforma complessiva». Posizione ben diversa e lontana non solo dalla restituzione dell’Imu 2012 (chiesta e promessa da Berlusconi in campagna elettorale) ma anche dall’abolizione totale. Letta insomma lascia spazi aperti alla discussione, Berlusconi no. Sembrerebbe una bomba a orologeria per il neonato governo, se non fosse che pochi credono alla reale volontà del Pdl di far saltare tutto a poche ore dalla nascita del governo. Di sicuro però c’è la minaccia, più in là nel tempo, di andare davanti agli elettori e dire: votatemi, vi tolgo l’Imu. Crisi di governo? «Mi pare difficile», dice il segretario Cisl Raffaele Bonanni. «A distanza di qualche ora chiunque può fare il buontempone» . E Cgil, Cisl e Uil concordano subito un documento comune che chiede l’abolizione dell’Imu solo per chi possiede una sola casa. Susanna Camusso spiega: «Non va bene l’idea che si abolisca tout court l’Imu sulla prima casa, così vengono sottratte risorse a politiche più necessarie (sanità, scuola, lavoro). Bisogna scegliere e dire che si difendono le persone con una sola casa, non chi ha 20 ville e 37 appartamenti, e con valore basso». Ma la posizione del Pdl non sembra lasciare margini di dubbio. «L’Imu sulla prima casa non si pagherà a giugno né più avanti», dice sicuro e deciso Angelino Alfano in un twitter. In precedenza, a chi gli chiedeva se comporterà un innalzamento della rata di dicembre Alfano risponde: «Affatto». Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, replica che «il governo Letta non è il governo del PdL. Il sen. Berlusconi eviti di creare subito problemi. Sull’Imu, come su ogni altri punto programmatico, non può passare la proposta del PdL, come non può passare la proposta del Pd. E’ necessario un compromesso per andare avanti». Dobbiamo trovare soldi per l’Iva, gli esodati, la Cig e le altre emergenze. Che facciamo? Subito una manovra da 15 miliardi? No, «nessun compromesso, controreplica Renato Brunetta, l’Imu va abolita e basta, nessuno scambio con altre misure. Ma l’offensiva di Berlusconi non si ferma solo su questo fronte largamente popolare. Si muove anche nel Palazzo. «Certo che mi vedo bene. Sono sempre il più bravo in tutto», risponde il Cavaliere ai giornalisti che gli chiedono se si vede bene alla presidenza della Convenzione sulle riforme. Che sarebbe una sorta di commissione bicamerale per varare le modifiche alla Costituzione (Senato delle regioni, riduzione dei parlamentari) e la nuova legge elettorale. Berlusconi però ha anche qualche problema in casa, dovendo fronteggiare i malumori di ex ministri che hanno trovato la strada sbarrata dalla linea verde di Letta. Brunetta, Sacconi, Gelmini, Gasparri scalpitano, ma probabilmente avranno solo presidenze di commissioni parlamentari. Per i sottosegretari la partita è aperta, sembra però che l’orientamento di Letta sia quello di nominare esponenti giovani e con un minimo di competenza specifica.