Genova - «Siamo a un passo dall’accordo con i sindacati per salvare l’azienda di trasporto pubblico genovese Amt senza esuberi», ha detto il presidente dell’azienda Livio Ravera questa sera a Genova al termine dell’incontro a cui ha partecipato anche il sindaco Marco Doria, in veste dell’azionista Comune.
I sindacati Amt sono disponibili a 8,3 milioni di euro di sacrifici dei lavoratori nel 2013, a 7 milioni di euro nel 2014, per salvare l’azienda. I lavoratori dicono sì ai contratti di solidarietà da giugno per il personale non viaggiante, sì al taglio dei premi, sì a 60 lavoratori in prevalenza impiegati Amt trasferiti a sanzionare la sosta vietata, sì al contributo di un euro su ogni pasto mensa, sì alla rinuncia di parti di salario (un sacrificio che dovrebbe costare dai 1.400 fino a 3.000 euro all’anno a lavoratore).
In cambio l’azienda e il Comune si impegnano a cancellare ogni ipotesi di licenziamenti, a lavorare al rilancio del Tpl, a ricapitalizzare e ripatrimonializzare l’azienda, a sviluppare l’agenzia dei trasporti, ad accantonare ogni ipotesi di privatizzazione.
Entro giovedì il sindaco Doria dovrebbe presentare il nuovo testo dell’accordo. Resta confermato lo sciopero del trasporto pubblico del 7 maggio. Sarà revocato nel caso della firma dell’accordo.
Della questione Amt ha parlato oggi anche il cardinale Angelo Bagnasco. Per trovare una soluzione sulla vicenda Amt «le difficoltà vanno superate insieme»: ha detto a margine di un incontro in Banca Carige. «Sappiamo che Amt a Genova è un punto particolarmente delicato. Speriamo proprio che attraverso questi incontri, questi tavoli, si possa arrivare a soluzioni condivise ed efficaci per i lavoratori e le loro famiglie. La storia recente è da una parte di incoraggiamento, e prima ancora di monito, affinché non ci siano posizioni inconciliabili, ma che si vogliano superare insieme le difficoltà. Perché al di sopra di tutto c’è il bene della gente».