PESCARA «Ha la sindrome del primo della classe», dicono di lui gli avversari. Era giusto un anno fa quando il presidente della Regione Gianni Chiodi dichiarava pubblicamente: «Sulla spending review il Governo dei professori impari da noi». Adesso è un’altra dichiarazione del governatore ad accendere la miccia della polemica politica. «Mi dicono che l’intervento di Letta alla Camera sembra "copiato" dai miei», scrive Chiodi su Facebook. E puntuale arriva la stoccata velenosa; viaggia anche questa sul web e la lancia Camillo D’Alessandro, capogruppo del Pd in Consiglio regionale: «Conosco gli studi di Letta, ma che prendesse gli appunti sul dire minimalista di Chiodi mi è sfuggito - è la sua corrosiva considerazione -. Siamo davanti a una forma rara di millantato auto credito».
Il presidente Chiodi non si scompone davanti alle critiche. «Ma quale primo della classe. Ho riportato su Facebook il contenuto di una telefonata che mi era stata fatta da Roma - racconta Chiodi -. Mi avevano chiamato per dirmi che l’intervento del presidente del Consiglio riecheggiava quelli miei di qualche anno fa. Ho scritto apposta il verbo copiare tra virgolette. Sì, quella telefonata mi ha fatto molto piacere, perché ha esaltato il ruolo dell’Abruzzo. Anche il nuovo ministro dell’Economia ha affermato che, per far ripartire il Paese, bisogna diminuire le tasse attraverso la riduzione della spesa pubblica, ovviamente quella improduttiva. E questo è sempre stato il mio cavallo di battaglia. L’Abruzzo è stata l'unica Regione d'Italia, e forse l'unica in Europa, ad aver tagliato la tassazione sia alle imprese sia alle persone fisiche. Abbiamo anche abbattuto il nostro debito pubblico del 25%,attraverso la riduzione della spesa. Siamo la Regione con i costi della politica più bassi. Con quella mia riflessione su Facebook volevo solo esprimere la convinzione che il Governo ce la può fare: il risanamento è una premessa indispensabile per ogni ipotesi di crescita e sviluppo». Insomma, per dirla con Chiodi, «Abruzzo docet». Le dichiarazioni di Letta sono piaciute anche alla senatrice abruzzese del Pdl, Federica Chiavaroli: «Riduzione delle tasse sul lavoro, stop ai pagamenti dell'Imu di giugno, politiche di sostegno alla formazione e all'apprendistato, e soprattutto un nuovo patto con le giovani generazioni: gli obiettivi per cui il Pdl si è sempre battuto - ha commentato la senatrice - oggi sono anche le promesse di Letta. Siamo pronti a lavorare insieme». Un’altra parlamentare abruzzese, Stefania Pezzopane, del Pd, ieri è intervenuta in Senato durante il dibattito per la fiducia al Governo e ha richiamato l'attenzione sulle problematiche della ricostruzione post sisma. «Voto la fiducia non a cuor leggero - ha dichiarato la senatrice, che nei giorni scorsi era stata contestata da molti esponenti abruzzesi del Pd per la sua scelta di non votare Marini nell’elezione del presidente della Repubblica. «La mia fiducia è frutto di una profonda consapevolezza del caos che alberga nei luoghi della politica e nel paese - ha proseguito la Pezzopane -. Tutto ciò ci impone un radicale cambiamento. Desidero con forza ricostruire la mia città, la terra d'Abruzzo, colpita dal terremoto. Desidero ridare fiducia alla mia gente, portando questo Parlamento ad adottare atti di estrema concretezza». In Abruzzo - ha ricordato la parlamentare - sono terminate le risorse. Il più grande cantiere d'Europa si fermerà di nuovo, se non ci sarà un immediato intervento del Governo e del Parlamento per stanziare il primo dei 10 miliardi necessari per la ricostruzione. «È necessario un decreto con la Cassa depositi e prestiti per intervenire con il contributo diretto - ha concluso la Pezzopane -. Il presidente Letta, da parlamentare, è stato più volte a L'Aquila e ci è stato vicino. Ora dobbiamo insistere, presidente: è tempo di concretezza».