ROMA Missione aeroporti per Super Atlantia che punta subito ai mercati di Brasile e Cile e, ovviamente, a far crescere lo scalo di Fiumicino. Cessione in vista invece per la quota dell’8,5% in Alitalia. Parte la nuova creatura nata dalla fusione tra Atlantia e Gemina-Adr guidata da Giovanni Castellucci che sarà operativa in estate. Dopo il disco verde delle assemblee di ieri, manca solo l’ok dell’Antitrust che potrebbe arrivare in tempi rapidissimi. Non ha dubbi Castellucci: «con questa operazione nasce «un campione nazionale che gioca su scala globale, un'operatore infrastrutturale, autostradale e aeroportuale, con grandi competenze, una solida forza patrimoniale e una basso profilo di rischio». Per il top manager con la fusione si crea valore per gli azionisti, mentre si svilupperanno sinergie concrete su due aspetti fondamentali: «i finanziamenti e l'esecuzione degli investimenti». Una strada obbligata visto che «eravamo gli ultimi rimasti a essere operatori solo autostradali», ma ora il nuovo gruppo entrerà «nella top league mondiale». Definito il target del 2013. L’attenzione verrà concentrata sull’espansione negli aeroporti. «Parteciperemo - dice Castellucci - ad alcune iniziative di privatizzazione» per le concessioni aeroportuali in Paesi dove siamo presenti. Nel mirino Brasile e Cile, ovvero gli scali di Santiago del Cile, Rio de Janeiro e Belo Horizonte. Sul piatto circa 200 milioni. Ma si punterà soprattutto sullo scalo di Fiumicino. Adr, assicura, «sarà una realtà forte» e la fusione, assicura, non comporterà esuberi di personale. Poi ci sarà il «valore aggiunto» grazie al supporto che potrà venire dalle società del gruppo Atlantia come Pavimental e Spea. La grande sfida è dunque quella dello sviluppo dello scalo romano con un piano d’investimenti da 12 miliardi. «La forza del progetto - dice Castellucci - supererà ogni resistenza». Del resto Adr, con l'aumento delle tariffe aeroportuali vedrà un effetto positivo sui conti: «a fine anno pensiamo che il rapporto tra debito e ebitda sarà intorno al 2,5%».
Come detto Atlantia si prepara anche ad uscire da Alitalia, soprattutto in considerazione del fatto che dopo la fusione i ruoli tra l'aviolinea e Adr saranno «incompatibili». Da qui la decisione di passare la mano, ma solo dopo che la compagnia sarà in mani sicure e con un assetto stabile.
L'assemblea di Atlantia ha approvato i conti che si chiudono con ricavi a quota 4,034 miliardi e un dividendo di 0,746 euro.