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Data: 01/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sottosegretari e presidenze, la carica di esclusi & delusi

ROMA Ora, i magnifici 40. Cioè i sottosegretari. Anzi, le sottosegretarie, perchè lo sbarco delle donne nel governo Letta, in aggiunta alle sette ministre, si annuncia piuttosto massiccio. Ma venerdì, probabile giorno delle nomine, con giuramento sabato, si sapranno le quote, le spartizioni, le destinazioni, i salvati e i sommersi, i ricompensati e i trombati. Letta non vorrebbe sforare quota 35 - il governo Monti aveva appena 26 sottosegretari e ciò ha provocato non pochi problemi nei rapporti con il Parlamento e nel lavoro delle commissioni - ma certamente non riuscirà a stare così stretto. Se saranno quaranta, ma forse saranno di più, la ripartizione è pronta: 20 al Pd, 15 al Pdl, 5 a Scelta Civica. Ma le cifre sono ballerine e il bilancino anche. Dario Franceschini per il Pd e Denis Verdini per il Pdl hanno nei rispettivi partiti questa pratica tra le mani. Ieri Alfano non era nel suo umore migliore, perchè ha stravinto nella scelta dei ministri ma sui sottosegretari decide il partito, oltre che Berlusconi. Il quale è determinato a piazzare - in quota amazzoni - Michele Vittoria Brambilla, Michaela Biancofiore, Laura Ravetto, mentre Daniela Santanchè è ormai quasi certa come vice-presidente della Camera in sostituzione di Maurizio Lupi diventato ministro e con il placet di Mara Carfagna considerata a sua volta aspirante ma che con un tweet ieri ha lanciato invece la corsa dell’amica Daniela. Verdini, che non aveva partecipato alla riunione conclusiva per le nomine dei ministri Pdl, come metodo per scegliere i sottosegretari sta adottando quello del risarcimento ai trombati meritevoli. E’ il caso di Maurizio Paniz, non eletto in Veneto perchè Berlusconi pensava di avergli dato un posto sicuro e invece gli avevano fatto leggere sondaggi regionali sbagliati. L’avvocato ex deputato sarebbe destinato al ruolo di sottosegretario per il Rapporti con il Parlamento, figura cruciale. E non alla Giustizia, perchè a coadiuvare Anna Maria Cancellieri sono destinati Donatella Ferranti per il Pd e Jole Santelli per gli azzurri. Con Enrico Costa, Pdl, alla presidenza della commissione Giustizia. Mentre Donato Bruno, ex deputato e ora senatore di peso, andrebbe a Viminale. Insieme a Emanuele Fiano del Pd. Con Lapo Pistelli, dei democrat, agli Esteri.
I FEDELISSIMI
In Piemonte 1 non è stato eletto nemmeno un piemontese per il Pdl. Dunque, il risarcimento dovrebbe riguardare Osvaldo Napoli, che è stato ai vertici dell’Anci ed è sindaco di Valgioie oltre che ex deputato, e dovrebbe affiancare Delrio al ministero degli Affari regionali. Mario Pepe è in predicato per diventare sottosegretario all’Istruzione: non eletto in Campania ma carico di meriti agli occhi di Berlusconi per essere stato quello dell’operazione Responsabili che ha dato un anno di vita in più al governo del Cavaliere. All’Economia, derby tra due coppie miste: Luigi Casero (Pdl) e Giovanni Legnini (Pd) oppure Alberto Giorgietti (azzurro) e Pierpaolo Baretta democrat. I tandem però si possono anche scomporre e incrociare.
CORRENTI
Franceschini il compito di risarcire le correnti Pd rimaste deluse o escluse dalle nomine dei ministri. Nella quota Fioroni, chi la spunterà tra il siciliano Genovese, l’umbro Bocci e Simonetta Rubinato? Dei veltroniani, Marco Minniti è destinato alla Difesa, si fa il nome di Rosa Calipari per il Viminale, mentre gira il nome di Raffaele Ranucci per il ministero delle Infrastrutture. Ma anche per la commissione Infrastrutture e lavori pubblici del Senato, che comprende le Telecomunicazioni e infatti Berlusconi sta pensando all’ex ministro Paolo Romani ma già arrivano veti e comunque per gli ex ministri come Romani, Fitto, Carfagna il Pdl punta alla presidenza di 6 commissioni. Una delle quali andrebbe ad Anna Maria Bernini. Ma riecco il Pd, e un’altra corrente da soddisfare: quella dei renziani: Matteo Richetti ai Beni Culturali, Paola De Micheli allo Sviluppo economico, Roberto Reggi (che è stato braccio destro e sinistro di Matteo) più la presidenza della commissione Ambiente a Ermete Realacci il quale l’altro giorno all’assemblea dei parlamentari Pd, presente il neo-ministro Andrea Orlando, ha detto: «Il nuovo governo ha dimostrato ancora una volta che non si hanno a cuore i problemi dell’Ambiente».
Sull’altro fronte, il risarcimento da mancata elezione caro a Verdini starebbe funzionando per la ex moglie di Paolo Berlusconi, Mariella Bocciardo, e per Fiorella Ceccacci Rubino destinata ai Beni Culturali con delega per lo Spettacolo, in quanto viene da esperienze pre-politiche nel mondo del varietà. Ma la carica delle donne azzurre comprende in prima fila Renata Polverini, per gli Affari regionali. In più girano i nomi di Simona Vicari e Annagrazia Calabria. I montiani dovrebbero prendere poco, ma Mario Giro, colonna di Sant’Egidio (l’Onu di Trastevere), sembra in viaggio per affiancare la Bonino alla Farnesina.
Diceva Totò: «Siamo un popolo di poeti, navigatori e sottosegretari». Ma quest’ultima casella non ha posti infiniti.

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