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Pescara, 20/03/2026
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Data: 03/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Infrastrutture, ecco i soldi». L’annuncio di Chiodi: «962 milioni dal Governo per le opere che rilanceranno l’Abruzzo»

D’Alessandro attacca il governatore: «E’ a fine mandato, cosa si realizzerà non lo riguarda»

PESCARA Per l’Abruzzo arrivano 962 milioni di euro per interventi sulle infrastrutture (strade, ferrovia, aeroporto, porti e servizio idrico integrato, con particolare riferimento alla depurazione): lo prevede il secondo atto aggiuntivo all'intesa generale quadro Governo-Regione, siglato il 10 aprile. Il piano è stato illustrato dal governatore Gianni Chiodi, ieri a Pescara: l’accordo stabilisce gli interventi pronti a partire e ne definisce le risorse, e segue quello programmatico già siglato con il Governo. Chiodi: «Siamo tra le poche regioni ad aver avuto il secondo accordo integrativo, che è quello che determina le somme spendibili nell'ambito di una programmazione decennale del sistema infrastrutturale abruzzese per circa sei miliardi di euro. E’ un momento importante: ora la palla passa a Province, Comuni e Anas. Le opere erano arrivate ad un livello di progettazione abbastanza avanzato da far ritenere al Governo che lo stanziamento dei fondi sarebbe stato utilmente speso. Sono anche elencate procedure e criticità cui possono andare incontro gli enti aggiudicatari, che naturalmente dovranno essere efficientissimi. Questi sono investimenti finalizzati al rilancio socio economico del sistema Abruzzo, e consentiranno al nostro territorio di essere protagonista. Ringrazio il Governo e, in particolare, il ministro Corrado Passera e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà».
«NON RIGUARDA PIU’ LUI»
Il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, attacca: «Era il maggio del 2009 quando Chiodi annunciava sei miliardi di opere pubbliche con un accordo siglato con l'allora premier Berlusconi. L'accordo prevedeva addirittura un cronoprogramma sull'inizio dei lavori e lo scadenzario di conclusione delle opere. Fu la prima grande bugia di Chiodi. Cosa si realizzerà in Abruzzo a sei mesi di scadenza dal mandato non è più cosa che riguarda Chiodi, ma chi guiderà la Regione nei prossimi cinque anni. I nostri parlamentari chiederanno un incontro con il Governo».

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