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Pescara, 20/03/2026
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Data: 03/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fassina e Casero vice all’Economia. Accelerazione sulle nomine: al governo 40 sottosegretari di cui dieci numeri due.

ROMA Accelerazione improvvisa sui sottosegretari. Ieri sera, mentre nessuno se lo aspettava, è stato convocato il consiglio dei ministri per nominare i sottosegretari e i vice ministri. Letta ha voluto forzare sui tempi, per evitare che la quantità di appetiti nei vari partiti e nelle varie correnti dei partiti degenerasse in una rissa eccessiva e per scongiurare il rischio della lievitazione del numero delle poltrone da assegnare, rendendo il governo abnorme. E facendolo sforare da quota 63, che è il tetto massimo previsto dalla legge: già sono 23 i ministri e ora si aggiungono 40 tra sottosegretari (30) e vice-ministri (10). «Dobbiamo evitare di incartarci e di dare l’impressione di litigare su queste nomine», ha detto Letta: «Serve dare subito un segnale di rapidità e di decisione». Quindi? Consiglio dei ministri convocato di colpo alle 20,30 ma slittato di quasi due ore a causa dei nomi che entravano in lista o ne uscivano in un rapido viavai. Alla fine, ecco la lista, con qualche sorpresa. Gianfranco Miccichè sottosegretario alla Funzione pubblica. Antonio Catricalà vice-ministro, con delega alle Comunicazioni, nel dicastero dello Sviluppo economico (l’altro vice-ministro è il montiano Carlo Calenda). Sottosegretari al dicastero di via Veneto: Simona Vicari, vicina a Schifani, e Claudio De Vincenti, dalemiano già nel governo Monti. All’Economia: vice-ministri Stefano Fassina del Pd (con delega alla riforma fiscale) e Luigi Casero del Pdl, più i sottosegretari a via XX settembre (Baretta e Giorgetti). Alla Giustizia, Giuseppe Beretta, per il Pd, e Cosimo Ferri per il Pdl: magistrato coinvolto nell’inchiesta sulla P3 e finito nelle intercettazioni di quella vicenda. Il democrat Giovanni Legnini sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all’editoria. L’amazzone berlusconiana Micaela Biancofiore alle Pari Opportunità (altre amazzoni deluse, sono fuori). Sesa Amici del Pd ai Rapporti con il Parlamento. Ma ecco le Infrastrutture: il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è viceministro, mentre il renziano Erasmo De Angelis (che è stato presidente della commissione Ambiente della regione Toscana) e Rocco Girlanda degli azzurri sono i sottosegretari. A via dell’Umiltà, sede del Pdl, la giornata è andata avanti con Alfano, Verdini e Lupi chini sugli elenchi. Il Viminale? Filippo Bubbico (Pd) vice-ministro e poi Domenico Manzione in quota Renzi per il Pd (è magistrato prima a Firenze e ora a Roma) e Gianpiero Bocci, ex sindaco di Perugia. All’Istruzione, uno dei tre sottosegretari è Gianluca Galletti dell’Udc. Agricoltura: Maurizio Martina, veltroniano, e Giuseppe Castiglione, uomo forte del Pdl in Sicilia e presidente dell’Upi (unione delle Province). Lapo Pistelli alla Farnesina insieme a Bruno Archi, al montiano (della comunità di Sant’Egidio) Mario Giro, fratello dell’ex sottosegretario berlusconiano Francesco, e la dalemiana Marta Dassù. Roberta Pinotti, Pd, alla Difesa, insieme all’azzurro Gioacchino Alfano. Dicastero del Lavoro: Cecilia Guerra, Jole Santelli, Carlo Dell’Aringa. Buitoni Borletti (montiana) alla Cultura. Comporre il puzzle non è stato affatto facile. Ma alla fine, questo il risultato. Cioè una mescolanza tra parlamentari e non (i primi non avranno stipendio aggiuntivo).

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