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Pescara, 20/03/2026
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Data: 03/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
L’impegno di Letta «Abbassare le tasse senza sfasciare i conti pubblici»

BRUXELLES «Abbasseremo le tasse, ma senza sfasciare i conti». Enrico Letta completerà lunedì a Madrid il suo tour europeo che in tre giorni lo ha portato prima a Berlino, poi a Parigi e a Bruxelles. Il tour, realizzato in tempi strettissimi dopo il doppio voto di fiducia, è servito - spiega lo stesso presidente del Consiglio - «per capire i margini della manovra». Confini che ieri ha segnato Manuel Barroso che, nella conferenza stampa seguita al molto mattutino faccia a faccia, ha in sostanza ripetuto le parole che Letta martedì si era sentito dire da Angela Merkel. Ovvero che la riduzione del debito, il contenimento del deficit e l'attuazione di riforme strutturali non sono «in contraddizione» ma anzi devono «andare mano nella mano con le misure per la crescita e per la lotta alla disoccupazione».
CAUTELA EUROPEA

Anche se non perfettamente sovrapponibili, le posizioni di Barroso e della Merkel segnalano una persistente dose di cautela nei confronti dell’Italia e della possibilità che impieghi le risorse per le riforme strutturali e non per alimentare solo i consumi. Non c’è dubbio però che la principale soddisfazione che Barroso esprime subito sta nella nostra «ritrovata stabilità politica: dal parlamento neoeletto, al presidente rieletto e col governo supportato da una vasta maggioranza». Più o meno ciò che hanno avuto modo di sottolineare nei precedenti colloqui sia la Merkel che il presidente francese Hollande. Ma se con la Cancelliera rimane alto il muro della diffidenza e il rigore resta la rotta mentre la crescita solo una bandiera, con Hollande la sintonia è totale e destinato a trasformarsi in pressing nei confronti dell’Unione affinchè allenti i vincoli di bilancio, già nel consiglio europeo di giugno.
L’IMPEGNO SUI CONTI

Letta però spiega più volte, anche dopo l’incontro con il presidente del Consiglio Van Rompuy, che «l’Italia manterrà gli impegni» presi dal governo Berlusconi e ribaditi dall’esecutivo Monti. Ovvero rientro entro il 2013 nel pareggio di bilancio per uscire del tutto, nel giro del prossimo anno, dalla procedura di deficit eccessivo. E’ per questo che mercoledì all’Eliseo, davanti ad Hollande, ha sostenuto che «non hanno riflesso con la realtà» le polemiche di questi giorni tenute alte dal capogruppo Brunetta che pretende non solo la cancellazione dell’Imu, ma anche la restituzione di quella versata lo scorso anno. «L’Ue non chiede solo austerità e rigore, ma punta anche alla crescita», ha sottolineato Barroso dopo aver però chiesto nuovamente all’Italia di dimostrare di avere solide finanze pubbliche e virtuosità.Compreso il messaggio, Letta ieri mattina è tornato a casa «più ottimista di quando sono partito», ma con la consapevolezza che il governo, per riuscire nell’impresa di convincere la maggioranza a riforme strutturali e politiche di crescita, deve trovare un messaggio più convincente del ”via l’Imu” dl Pdl. La lotta alla disoccupazione giovanile, «vera emergenza del Paese», sembra essere il tema da scontro generazionale che Letta è pronto a contrapporre a quello sventolato dal Pdl.

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