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Pescara, 20/03/2026
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Data: 03/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sulla casa Berlusconi non cede: via l’imposta o via dal governo. Imu: Corsa a ostacoli per ridurla tra detrazioni, sconti e abolizione

ROMA Nessun passo indietro. Tutt’altro. L’abolizione dell’Imu, per Silvio Berlusconi, è la condizione necessaria per l'esistenza di un governo appoggiato dal Pdl. «I nostri provvedimenti - spiega il Cavaliere - sono un convincimento profondo della convenienza per lo Stato di intervenire in questo modo, ma anche una prova di lealtà nei confronti dei cittadini a cui abbiamo diffusamente illustrato questi provvedimenti per togliere l’Imu nel corso di una campagna elettorale, per cui noi non potremmo veramente far parte di un governo o anche soltanto sostenere dall’esterno un governo che non tenesse fede alla parola che noi abbiamo dato.
REPLICA A MONTI

In termini semplici – dice senza giri di parole Berlusconi - perderemmo completamente la faccia e non credo che sia assolutamente il caso», dichiara intervistato dal Tg5.
«Lo stop all’Imu non è una fissazione ma un convincimento profondo sulla necessità di abolire questa imposta - ha precisato l’ex premier rispondendo alle dichiarazioni dell’ex premier, Mario Monti, che ieri aveva parlato di un’ossessione del Cavaliere per l’Imu -. Ed è una necessità che deriva dal fatto che questa imposta, fin dal giorno in cui fu varata, noi la denunciammo come una imposta sbagliata e ingiusta. Ingiusta perché colpisce un bene, la casa, che è qualcosa di sacro per gli italiani, le famiglie italiane hanno nella casa il pilastro su cui costruire la sicurezza del proprio futuro. E il fatto di avere colpito la casa ha portato a una forte negatività nella psicologia di tutte le famiglie italiane. E la negatività è un fattore psicologico che induce subito una contrazione dei consumi e un blocco degli investimenti». Berlusconi, che ieri ha dovuto trattare e chiudere la partita sui posti di sottogoverno, si è anche felicitato, sempre via microfoni del Tg5, per la nascita dell’esecutivo Letta: «È già una gran cosa avere un governo. L’abbiamo chiesto dal giorno dopo il risultato delle elezioni. Volevamo un governo forte e solido per poter varare immediatamente quei provvedimenti necessari e urgenti per portare la nostra economia verso la crescita e verso lo sviluppo».

Imu Corsa a ostacoli per ridurla tra detrazioni, sconti e abolizione

ROMA La rotta l’ha indicata Enrico Letta. Subito la sospensione della rata di giugno, «per poi ridiscutere insieme le modalità del superamento di questa tassa». Tuttavia le spine più insidiose l’inquilino di Palazzo Chigi deve maneggiarle in casa. Cercando di mediare tra le varie anime che compongono l’eterogenea maggioranza che lo sostiene. Anime inquiete. In lite tra loro su filosofie di fondo che appaiono quasi incomponibili.
Il Pdl, che su questa partita ha giocato le sue carte in campagna elettorale, tira la coperta dalla sua parte e preme non solo sulla cancellazione dell’Imu sulla prima casa, ma addirittura sul rimborso di quanto versato nel 2012. Operazione che nel complesso costerebbe, solo fino al 2014, 12 miliardi (di cui 4 subito). Inoltre bisognerebbe chiedere ai comuni di restituire ben 600 milioni. Il Pd è più cauto. E propone soluzioni conservative basate su un aumento delle detrazioni in modo da esentare dall’imposta la stragrande maggioranza dei contribuenti.
Secondo Mario Monti, invece, i veri problemi sarebbero altri e l’ex premier ieri si è spinto a definire «morboso» il dibattito politico intorno alle questione. Incassando la replica del capogruppo pdl alla Camera Renato Brunetta che ha accusato il governo guidato dal professore di aver introdotto una tassa «depressiva» per l’economia. «Cancellare l'Imu? Io ne faccio un discorso pratico: se improvvisamente abbiamo trovato 10-12 miliardi da spendere ben venga, ma non sarà così», ha tagliato corto il responsabile economia dei Ds, Stefano Fassina. Il suo partito, in queste ore, sta pensando di rilanciare la service tax della quale si era discusso nel 2011. Vale a dire un'imposta unica sui servizi e sulla casa.
IL PRELIEVO
Una contenitore nel quale far confluire il prelievo comunale sugli immobili, di quello sui rifiuti e sui servizi a cui aggiungere un prelievo mirato sulle case di pregio. La leva fiscale finirebbe in mano ai Comuni che potrebbero aggiungere un prelievo aggiuntivo sui beni di pregio. Una tassazione alla francese con un prelievo minimo sulla casa e un carico fiscale maggiore sui servizi cui saranno chiamati a partecipare anche gli inquilini.
Il partito di maggioranza relativa alla camera calcola che si possa arrivare ad esentare il 45 per cento dei proprietari, con ricadute positive sulla stragrande maggioranza dei contribuenti. Secondo i calcoli, infatti, portare la detrazione a 500 euro cancellerebbe l’Imu dai pensieri del 77 per cento dei contribuenti.
Questa soluzione ha il pregio di comportare un costo abbordabile se si considera che, secondo i calcoli della Uil, l’operazione peserebbe per 2,5 miliardi.
Sul tavolo di Palazzo Chigi c’è anche il modello Roma: considerare esenti dall’Imu tutti coloro che hanno un reddito Isee sotto la soglia dei 15 mila euro che corrispondono a circa 30-32 mila euro di reddito lordo familiare, due figli a carico e un mutuo residuo di circa 30 mila euro. La misura consentirebbe di esentare circa il 50% dei contribuenti più disagiati. La soluzione Alemanno è stata adottata grazie al recupero di soldi prodotta dalla revisione delle rendite catastali che, almeno in parte, ha riequilibrato la sperequazione per cui chi vive in periferia paga un'Imu più alta di chi abita in centro.Michele di Branco

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