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Pescara, 20/03/2026
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Data: 03/05/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Costi della politica - 18mila euro per 11 giorni di lavoro. Accreditata la prima busta-paga dei parlamentari. I partiti divisi

ROMA Quasi 18 mila euro netti per un mese e mezzo di attività parlamentare. Ecco il primo stipendio che hanno ricevuto i deputati per il periodo che va dal 15 marzo al 30 aprile, comprensivo di indennità pari a circa 7.500 euro più altri 11 mila euro per la diaria e il rimborso per l’esercizio di mandato, così come è previsto dal trattamento economico. Gli onorevoli del Movimento 5 Stelle dovranno prendere mezzo malloppo e restituirlo allo Stato mentre Roberta Lombardi, la capogruppo alla Camera, ha pubblicato i compensi sul suo blog. Ma tra i deputati le posizioni sono diverse. C’è chi non ha ancora verificato l’accredito: «Non ricordo precisamente quanto ho preso» racconta Irene Tinagli, deputata di Scelta Civica che comunque «aspetta indicazioni per capire se restituire qualcosa al partito». Più chiare le indicazioni dei deputati del Pd: restituiranno una parte del trattamento economico al partito così come gli onorevoli di Sel. Diverso il discorso in casa Pdl. «Noi lavoriamo come gli altri italiani – spiega il deputato Ignazio Abrignani – Non vedo perché dovrei restituire qualcosa. Il nostro compenso? È così da 40 anni». Nelle tasche dei parlamentari della diciassettesima legislatura è dunque arrivata la prima busta-paga. Frutto di undici giornate lavorative visto che le commissioni non ci sono ancora. Certo giornate impegnative, per l'elezione del presidente della Repubblica e per la fiducia al governo Letta. Ma pur sempre undici giornate lavorative che a ciascuno sono valse 18mila euro netti e pure sei centesimi. Per un mese e mezzo di lavoro.

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