L’AQUILA Il segretario della Cgil, Umberto Trasatti ha scritto a Luciano D’Alfonso una lettera di cui riportiamo ampi stralci. «Nei giorni scorsi», scrive Trasatti, «in un’intervista giornalistica che ho letto con grande attenzione e interesse, Lei ha parlato del futuro della città di Pescara (in riferimento alle prossime elezioni comunali) e dei temi e dei problemi relativi all’Abruzzo, questi ultimi in riferimento alle future elezioni regionali. In merito al secondo punto, Lei ha indicato - nel caso di una sua vittoria alle elezioni regionali come nuovo governatore dell’Abruzzo - la necessità di una legge che affronti quelle che ha segnalato come le dieci priorità della nostra regione. Nulla da dire sugli obiettivi che Lei ha indicato per il prossimo governo di questa regione (in particolare quelli che fanno riferimento al diritto al lavoro, la infrastrutturazione dell’Abruzzo, il diritto alla salute ed altri) ma non posso nasconderle il mio stupore e la mia amarezza nel rilevare l’assenza, tra le priorità indicate, della ricostruzione della città capoluogo di regione. Tutto ciò, mi creda, non per spirito campanilistico o per un’esigenza rivendicativa che mi deriva dall’essere segretario provinciale della Cgil, ma per la ferma convinzione che il rilancio socio-economico dell’intera regione non può prescindere dalla necessità di vincere la sfida della ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico. Mi permetto di aggiungere, come abbiamo più volte sostenuto, che la ricostruzione post-sismica deve essere un impegno e una sfida dell’intero Paese e la città capoluogo deve essere per le sue classi dirigenti un laboratorio nel quale sperimentare un nuovo modello di crescita che rappresenti davvero un prototipo per il Paese. Questa mia convinzione, tra l’altro, è stata confermata da un organismo internazionale di grande prestigio quale l’Ocse, che in collaborazione con varie università internazionali e su mandato di Cgil Cisl Uil e Confindustria, ha presentato i risultati di uno studio durato diciotto mesi e titolato (non casualmente) “Abruzzo verso il 2030, sulle ali dell’Aquila”. Queste mie osservazioni partono dalla considerazione e la stima che nutro per la capacità di analisi del D’Alfonso politico e amministratore; spero pertanto che siano utili a sviluppare una riflessione e un dibattito».