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Data: 03/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Castellucci: così Fiumicino diventerà un super hub

ROMA «L’aeroporto di Fiumicino, o meglio il piano per il suo sviluppo, sarà un asset centrale per la crescita della Capitale e del Paese. Diventerà un hub d’eccellenza in grado di attrarre i grandi operatori globali, creare traffico, dare impulso al Pil e sviluppare l'occupazione». E’ una mission precisa quella che Giovanni Castellucci, ad di Super Atlantia, nata dalla fusione tra Atlantia e Gemina-Adr, delinea per lo scalo romano. «Avrà un ruolo centrale dopo 12 anni di limbo, dovuto all'assenza di un contratto, e sarà finalmente in linea con le esigenze di un Paese moderno».
Da una parte puntate forte su Fiumicino, dall’altra lasciate Alitalia? Motivi di opportunità o strategici?
«Direi che la presenza in una compagnia aerea e in una società aeroportuale è poco compatibile. Ad esempio, in molte gare per la privatizzazione di aeroporti all'estero è prevista la non partecipazione in vettori aerei. Nel lungo termine, quindi, usciremo da Alitalia».
Quando?
«Non prima di aver portato a termine quel processo di transizione che deve avere come obiettivo un assetto strategico più stabile dell’azienda».
Uscirete quando arriverà Air France?
«Air France, in quanto partner e azionista importante, è la soluzione più naturale. Ma, sottolineo, non è l’unica».
Pensate quindi di coinvolgere Emirates o altre compagnie in una futura alleanza. Per Fiumicino sarebbe strategico avere compagnie di questo livello nello scalo?
«Le posso dire che al nuovo ad Del Torchio è stata affidata la missione di trovare un assetto sostenibile che valorizzi Alitalia. Una missione che ci sta particolarmente a cuore sia per le ricadute sul sistema Paese, sia per quelle su Fiumicino e quindi sulla Capitale d’Italia. E' una missione che Del Torchio ha già svolto con successo nelle sue esperienze precedenti».
Ma Fiumicino riuscirà ad essere all’altezza? La fusione Atlantia-Adr creerà davvero un valore aggiunto, cioè sinergie, propulsione industriale, un hub di serie A?
«Non c’è dubbio. Lo scalo romano, ampliato e potenziato, sarà il miglior biglietto da visita di Roma e del Paese. La sfida è portare il livello dei servizi e dell’accoglienza ai livelli di eccellenza europea. Realizzando un nuovo aeroporto adeguato ai flussi di viaggiatori che dovremmo accogliere da qui ai prossimi 30 anni. Si prevedono oltre 100 milioni di passeggeri e investimenti per circa 12 miliardi da qui al 2044».
Ma quest’anno però Atlantia ridurrà gli investimenti?
«Siamo lievemente al di sotto dell’anno scorso. Ma restiamo il più importante investitore privato nelle infrastrutture stradali in Europa».
Quale sarà il contributo specifico di Atlantia?
«Adr ha già avviato, grazie all’ad Lo Presti, miglioramenti significativi della qualità del servizio. Atlantia dovrà accompagnare e, ove possibile, accelerare questo processo».
Ad esempio?
«Le sinergie sono tante. Penso al ruolo di Pavimental, che potrebbe eseguire con celerità lavori propedeutici all'ampliamento dei Terminal».
Ma ci sono tanti ostacoli da superare? C’è chi non vuole nuove piste, i vincoli ambientali..
«Ogni grande progetto infrastrutturale ha bisogno di tempi per maturare. L’ampliamento di Fiumicino è una necessità evidente e condivisa. Direi non evitabile nè rinviabile, se Roma e l'Italia non vogliono perdere ulteriori posizioni nel mondo. Con uno scalo nuovo verrà incrementato il flusso di traffico di turisti e uomini d’affari. E tutto questo avrà un impatto positivo sull’economia della zona. Pensi solo che ad Heathrow è stato recentemente quantificato l'indotto in circa 110 mila posti di lavoro, l’impatto dovrebbe essere analogo».
Vi coordinerete con gli enti locali?
«Servirà una cabina di regia per migliorare l’interconessione tra lo scalo e la città, penso a nuovi collegamenti via rotaia, a quelli stradali. Questi sono i ritardi strutturali più evidenti. Vogliamo lavorare a stretto contatto con il nuovo Governo, con il nuovo Sindaco di Roma, con la Regione e con il Comune di Fiumicino. Il nostro piano di sviluppo sarà trasparente».
Ma i viaggiatori quando vedranno i primi segnali concreti?
«I primi segnali li abbiamo già dati. Penso ai varchi per i controlli di sicurezza dell’area fuori Schenghen che sono già su standard europei, al wifi gratuito, ad altre rilevanti iniziative».

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