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Data: 04/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ladri di bagagli in aeroporto: raffica di arresti in tutta Italia. I furti nelle stive scoperti con i video, coinvolti 19 dipendenti Alitalia

ROMA Svaligiavano i bagagli nel tragitto tra la stiva dell’aereo e il terminal. È stato sufficiente installare delle telecamere nascoste dentro le stive di due velivoli Alitalia per scoprire che il furto del contenuto dei bagagli non è l’eccezione, ma quasi la regola. In un anno sono stati documentati cento furti: i facchini che caricavano le valigie sugli aerei, aprivano i bagagli e rapidamente rubavano oggetti di valore, dall’iPad alla macchina fotografica, dalle telecamere ai cellulari. Raffica di arresti in tutta Italia, coinvolti 19 dipendenti dell’Alitalia.

ROMA È stato sufficiente installare delle telecamere nascoste dentro le stive di due aerei dell’Alitalia per scoprire che il furto del contenuto dei bagagli non è l’eccezione, ma quasi la regola. In un anno sono stati documentati cento furti: i facchini che caricavano le valigie sugli aerei, aprivano i bagagli e rapidamente rubavano oggetti di valore, dall’iPad alla macchina fotografica, dalle telecamere ai cellulari. E poi anelli, flaconi di profumi, pacchetti di sigarette, banconote di valuta straniera. L’esito di questa inchiesta, coordinata dalla procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha portato all’esecuzione di 49 misure cautelari nei confronti di dipendenti dell’Alitalia. Diciannove, tutti impegnati nelle operazioni di carico e scarico all’aeroporto di Fiumicino, sono agli arresti domiciliari; gli altri trenta hanno l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria, per evitare la reiterazione del reato. Le accuse ipotizzate sono pesanti: tentato furto e furto consumato aggravati e danneggiamento. Se saranno dimostrate, rischiano fino a sei anni di reclusione e la perdita del posto di lavoro (per ora sono sospesi).
GLI AEROPORTI
Ai 49 dipendenti dell’Alitalia di Fiumicino nei guai, si aggiungono altri 37 di società di handling in altri scali italiani (Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo e Verona): come dire, rubare all’interno dei bagagli è quasi la normalità non solo a Fiumicino, ma in tutta Italia. Per questo il bilancio finale dell’indagine della Polizia di frontiera di Lamezia Termie, diretta da Ferruccio Martucci, e di quella di Fiumicino, guidata da Antonio del Greco, porta a un totale di 86 misure cautelari. Altri numeri che danno il senso dell’inchiesta: in totale sono stati visionati 8.841 filmati, per un totale di circa 2.200 ore di ripresa. Ha commentato il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi, che ha diretto l’Operazione Stive pulite: «Si tratta di episodi rilevanti sul piano penale e sociale per il danno grave d’immagine e materiale provocato alle compagnie di volo ed all’intero sistema nazionale dei trasporti aerei. Siamo di fronte a un sistema illecito ben conosciuto e consolidato su scala nazionale».
E allora rimandiamo indietro il nastro, a un anno fa, quando sui voli Roma-Lamezia Terme di Alitalia, fioccano le denunce di passeggeri che si sono visti restituire i bagagli danneggiati o, ancora peggio, con articoli di valore sottratti. Il magistrato prima dispone un’indagine nei depositi. In passato, sono state numerose le inchieste sui furti dei dipendenti delle società di handling (si occupano di caricare e scaricare i bagagli negli aeroporti), ma quasi sempre le telecamere venivano installate nei depositi. Dunque, qui i facchini disonesti (che ovviamente non rappresentano tutta la categoria) hanno imparato a essere prudenti. Per questo, le prime indagini non danno risultati: nessuno ruba, ma come mai allora ci sono tante denunce? A quel punto il magistrato ha un’illuminazione e decide un’operazione complicata ma inedita: con la collaborazione dell’Alitalia, fa installare telecamere nascoste nelle stive di due aerei. In questo modo si filmano i facchini che portano i bagagli all’interno del velivolo e quelli che li scaricano. A Roma la società di handling fa capo direttamente ad Alitalia, negli altri aeroporti spesso ci si appoggia a società esterne. Quando arrivano i primi filmati, i poliziotti saltano sulla sedia.
SENZA VERGOGNA
Tranquillamente gli operai portano i bagagli nella stiva: uno resta di guardia fuori, chi è all’interno sceglie i trolley più promettenti, li apre, li perquisisce rapidamente, si impossessa degli oggetti di valore e poi richiude tutto. Se per caso nella valigia ci sono solo indumenti sporchi, c’è qualche facchino che si arrabbia e la danneggia. In un caso, addirittura c’è stato chi, pur di rubarsi qualcosa, si è impossessato di un paio di mutande. Questi due aerei, usati solitamente da Alitalia per il collegamento tra Lamezia Terme e Fiumicino, saltuariamente vengono usati anche su altre rotte nazionali: ed ecco che si scopre che il furto nelle stive avveniva anche in altri aeroporti. Ieri, dopo un anno di indagini fatte anche di intercettazioni e pedinamenti, è stato deciso che le prove erano sufficienti. I poliziotti si sono presentati nelle case dei dipendenti Alitalia e per 19 a Roma sono scattati gli arresti domiciliari. Ci sono operai a tempo determinato ma anche stagionali. A chi diceva di essere innocente, la polizia ha ricordato che le telecamere nascoste non mentono.

I passeggeri: «I lucchetti non bastano». L’Alitalia dovrà risarcire 400 mila euro
Le regole: niente oggetti preziosi in valigia

ROMA Immaginate il vostro tablet o la vostra macchina fotografica: in memoria ci sono le immagini del compleanno del figlio piccolo, del sorriso del fidanzato o magari uno scatto a cui tenete molto di un parente che non c’è più. Ecco, quando in albergo riaprite la valigia, scoprite che tutto questo non c’è più. Certo, magari le immagini le avete memorizzate anche da altre parti, però resterà il dolore di sapere che uno sconosciuto è entrato nella vostra vita privata. C’è anche questo nel centinaio di furti all’interno dei bagagli degli aerei, documentato dalla operazione Stive pulite. Molti passeggeri hanno presentato denuncia e saranno risarciti dalla compagnia aerea.
LA RABBIA
«Quando imbarchi un bagaglio, chiudendolo magari con un lucchetto, pensi che il contenuto sia al sicuro», raccontano alcuni dei passeggeri derubati. Alitalia risarcisce i viaggiatori, sia per le valigie danneggiate, sia per ciò che è stato sottratto. Ma la difficoltà, per il passeggero, è dimostrare il furto e il valore di quanto è stato portato via. C’erano alcuni facchini, come quelli di Bari, che quasi per sfregio aprivano la valigia, prelevavano degli indumenti dell’incolpevole viaggiatore, e li usavano per asciugarsi il sudore. Racconta Antonio del Greco, direttore della V zona di polizia di frontiera: «Al di là del danno morale, che è comprensibile, questi furti, così numerosi, hanno causato un danno economico alla compagnia aerea che ha dovuto risarcire i passeggeri». Secondo gli investigatori il valore complessivo dei furti, nell’arco di un anno, è di almeno 300-400 mila euro.
Per questo Alitalia ha collaborato alle indagini e ieri ha spiegato: «La nostra compagnia ha offerto subito collaborazione alla magistratura. Inizialmente la tratta Roma Fiumicino - Lamezia Terme era risultata la più colpita da questo fenomeno che successivamente si è esteso anche ad altri scali nazionali che, sia pure in forma minore, sono stati interessati dalla stessa problematica. Alitalia, quale parte lesa da questi avvenimenti continuerà a garantire la totale collaborazione alle forze di polizia e all'autorità giudiziaria».
LE CONTROMISURE
Ma come ci si difende dai predoni delle valigie? Beh, la soluzione perfetta è viaggiare con il solo bagaglio a mano: si risparmia tempo e non devi arrabbiarti al nastro a causa delle lunghe attese per la restituzione della valigia a Fiumicino; se voli low cost, non devi pagare un sovrapprezzo; se prima di partire fai il check-in on line dal tuo computer non devi, con molte compagnie aeree, neppure perdere tempo ai banchi per la consegna della valigia. Poi, certo non sempre è possibile restare all’interno dei sette-dieci chili consentiti per il bagaglio a mano. La prima regola, allora, è non mettere oggetti di valore in valigia: no ai tablet o ai cellulari, no ai profumi di marca, no ai gioielli, no alle chiavi di casa. In linea di massima, i lucchetti, per quanto utili perché rallentano l’operato dei ladri, non sono un deterrente sufficiente. Più efficace, invece, come contromisura avvolgere con il cellophane le valigie, un servizio offerto in molti aeroporti (ma a pagamento). Quanti passeggeri si stanno convertendo al bagaglio a mano per risparmiare tempo, soldi e azzerare il rischio di furti? Vitaliano Turrà, direttore aeroportuale di Fiumicino, spiega: «In linea di massima, nel periodo invernale, quando sono più numerosi i viaggi di affari, è aumentato il numero di coloro che preferiscono prendere l’aereo con il solo bagaglio a mano. D’estate però non c’è stata nessuna flessione, chi parte per le vacanze non rinuncia alla valigia da imbarcare in stiva». Per la gioia dei predoni dei bagagli.
M.Ev.

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