PESCARA Nell’Abruzzo che si rallegra per la nomina di Giovanni Legnini a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (ieri sera il giuramento) c’è una sponda politica che sorride più di tutti. E’ ovviamente il Pd che con la nomina del deputato chietino a Palazzo Chigi risolve due problemi in un colpo solo: intanto, vede andare felicemente in porto la promozione del suo uomo più avanzato di front line (Marini resta attivo e presente ma senza ruoli operativi) e questo, anche se era nella linearità delle cose, non era affatto scontato vista la coda di reazioni scoordinate alla partita per il Quirinale. In secondo luogo, fatto che interessa più da vicino l’Abruzzo, scioglie in maniera automatica anche il potenziale dualismo che si poteva profilare per la corsa alla Regione. Legnini infatti era un candidato molto spendibile da opporre a Gianni Chiodi per la leadership del centrosinistra abruzzese per una serie di motivi quasi ovvi: esperienza, affidabilità, conoscenza molto accurata dei canali romani ma anche delle lobby territoriali, un legame saldo con il segretario regionale Paolucci. Accanto a lui era tutto da configurare il ritorno di Luciano D’Alfonso che a tutt’oggi non si è dichiarato ma le cui ambiziose aspettative sono ben note. Ecco, appunto: la nomina di Legnini a Roma lascia una casella vuota che in maniera del tutto naturale sarà occupata dall’ex sindaco di Pescara. Non sarà una nomina per grazia ricevuta ma dovrà passare dalle Primarie che si svolgeranno in autunno e sulle quali il segretario regionale Paolucci punta in ogni caso per creare una squadra di lavoro che marci spedita verso la corsa elettorale all’attacco del centrodestra. Anche la corsa delle Primarie non è scontata ma l’unità di intenti mostrata nel sostegno a Legnini verso Roma dovrebbe avere una sua proiezione paradigmatica anche sulla corsa in Regione. Dove il centrosinistra ha bisognoi di lavorare piuttosto attentamente sulla condivisione degli obiettivi dietro alla quale ci sono posizioni pericolosamente divergenti: ora, paradossalmente, lo sono un po’ di meno e anche in questo la nomina di Legnini ha un effetto panacea. I mal di pancia di L’Aquila e Teramo, in ogni caso non sono da sottovalutare in un momento in cui i democrat - con la diaspora Idv e il voto di protesta che dilaga - hanno bisogno di tutti.
Difatti la prossima mossa operativa in vista delle Regionali tocca al presidente Chiodi che entro il 15 di giugno deve dichiarare la data delle elezioni regionali. In chiave elettorale va registrata anche la proposta del Comitato delle Autonomie Locali che, facendo suo il disegno di legge proposto dall'Anci e dall'Upa d'Abruzzo, propone al Consiglio Regionale, di eliminare l'ineleggibilità dei presidenti delle Province, degli assessori e dei sindaci per il ruolo di consigliere regionale. Tradotto: in questo modo il centrodestra potrà schierare tutti i suoi big attualmente in carica in buona parte delle poltrone amministrative di tutto l’Abruzzo.