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Data: 07/03/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Tfr, accordo per sanitą ed enti locali. Previdenza complementare per un milione e 200mila dipendenti

Si estende la riforma della pensione integrativa. L'Aran: primo passo verso un positivo cambiamento del sistema

ROMA. Accordo per i dipendenti degli enti locali e della sanitą per costituire il fondo a cui devono destinare il Tfr. Si tratta di un fondo integrativo che riguarderą un milione e duecentomila persone. Una strada aperta, dicono i sindacati, per fare altri accordi per gli altri dipendenti pubblici, finora privati della possibilitą di avere una pensione integrativa. «Sempre che il ministro del tesoro Tommaso Padoa-Schioppa torni indietro sulla volontą di calcolare il Tfr non sulla base imponibile, ma solo sul salario fisso, omettendo quello variabile», polemizza Carlo Podda segretario generale della Cgil statali.
Secondo lui, sarebbe inammissibile che i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali, del parastato, della presidenza del Consiglio debbano avere un Tfr decurtato, sostiene, di un buon trenta per cento di «salario legato alla produttivitą». Criterio, questo della «produttivitą», che varia molto nel pubblico impiego. «Ci sono uffici che hanno legato una parte del salario ai risultati della lotta all'evasione per gli impiegati delle agenzie fiscali, altrove una parte del salario viene legata alle pratiche smaltite» spiega Podda. Alla vigilia del contratto i sindacalisti si chiedono come si possa ampliare la parte del salario destinata alla produttivitą e poi impedire che questa parte venga riconosciuta nella pensione. «Il ministero dell'economia», ha insistitito il sindacalista alla fine dell'incontro, «non riconosce anche il salario di produttivitą come base di calcolo per la previdenza integrativa». Un grande passo avanti, comunque, č stato l'accordo di ieri. Ora vanno fatti altri atti successivi, tra i quali la nomina dei rappresentanti dei sindacati e amministrazioni per ora provvisori e la pubblicizzazione del fondo presso i lavoratori per ottenerne l'iscrizione. Anche l'Aran, la controparte amministrativa del pubblico impiego nelle vertenze, esprime soddisfazione per l'accordo di ieri: «Si č conclusa una lunga vicenda, cominciata nel dicembre 2004, che ha richiesto un costante raccordo sia con le regioni, sia con il ministero dell'economia e il ministero per la riforma della pubblica istruzione».
Secondo l'Aran, dopo l'intesa per i dipendenti della scuola, anche quella di ieri costituisce un tassello dell'assetto generale del sistema previdenziale.
Il ministro Luigi Nicolais auspica che la situazione si sblocchi anche per gli altri settori. «L'accordo raggiunto consentirą» ha detto «la creazione di un fondo consentendo a circa 2 terzi dei dipendenti pubblici di aderire ad un fondo di previdenza complementare». In questa settimana il ministro incontrerą gli altri ministri per avviare le procedure di rinnovo contrattuale. E prima dell'estate, o subito dopo, Nicolais assicura che presenterą anche la riforma della Pubblica amministrazione

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