CIVITELLA ROVETO. Il passaggio di consegne tra Provincia e Anas porta i problemi della disastrata ex superstrada del Liri, ora Statale 690, ai piani alti della politica.
La promozione della via a grande strada di collegamento nazionale, unita alla mobilitazione di sindaci e istituzioni, con in testa l'onorevole Pina Fasciani (Ds), apre le porte del ministero delle Infrastrutture.
Il ministro Antonio Di Pietro, chiama a raccolta la direzione nazionale dell'Anas, la Provincia, i sindaci della Valle Roveto, la Comunità montana e la parlamentare diessina per fare il punto sui bisogni della Statale che collega l'Adriatico e il Tirreno, teatro di numerosi incidenti mortali. Il mega vertice al ministero è fissato per giovedì 15 marzo alle 15 a Roma.
«L'azione del ministro», afferma Pina Fasciani, «rappresenta un indubbio segnale di attenzione verso i problemi della Statale 690, una strada inadeguata a sostenere il crescente traffico. Speriamo che il summit dia le prime risposte alle richieste di interventi per la messa in sicurezza della via».
Operazione che secondo una perizia dell'Anas avrebbe bisogno di un mega investimento da 300 milioni di euro, mentre per la manutenzione straordinaria ne occorrerebbero 33.
«In attesa di trovare i fondi necessari per risolvere definitivamente il problema», continua l'onorevole, «un primo passo dovrebbe essere quello di avviare i lavori di manutenzione straordinaria dell'Anas».
Qualcosa si muove, quindi, per la Statale 690, pensata negli anni '70 e ormai inadeguata a reggere il ritmo frenetico del traffico leggero e pesante in costante aumento.
Un censimento di alcuni anni fa della Provincia registrò il transito quotidiano di oltre 15 mila mezzi, di cui 3.000 Tir. Numeri ormai superati, mentre la strada, oggetto di interventi per nove milioni di euro della Provincia, parte realizzati, parte in via di partenza, ha urgente bisogno di un restyling totale.
Occhi puntati su Roma, quindi, dove si spera che il Ministero apra i cordoni della borsa per iniziare il lavoro che garantisca l'incolumità degli automobilisti.
La Statale 690, infatti, è un concentrato di problemi: gallerie scarsamente illuminate, spesso con i sistemi in tilt, svincoli inadeguati, manto stradale disastrato.
Un quadro desolante reso ancor più pericoloso dai tanti automobilisti indisciplinati costato un altissimo tributo di sangue: 13 morti e 75 feriti negli ultimi due anni.
Incidenti a ripetizione che hanno fatto scattare la protesta di sindaci e istituzioni che chiedono interventi urgenti per mettere fine alle tragedie.
Mario Sbardella