La Lesina-Termoli è il "collo di bottiglia" d'Italia, non solo della Puglia o del Mezzogiorno. Parola dell'assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, che invita gli assessori omologhi delle regioni adriatiche (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise) coinvolte in questa storia di cattiva gestione amministrativa a fare fronte comune nei confronti di Trenitalia e del governo per tentare di trovare una soluzione definitiva a un problema vecchio di una decina di anni. La linea, a binario unico, strozza infatti da Nord a Sud il traffico sia merci sia passeggeri sulla linea adriatica determinandone ritardi, rallentamenti, persino interruzioni (anche di giorni) del trasporto ferroviario come accaduto per ben due volte negli ultimi dieci anni causa le inondazioni della valle del Fortore. Il progetto di raddoppio di Rfi (rete ferroviaria italiana) prevede, oltre al secondo binario, anche lo traslazione della piccola stazione di Ripalta, al confine fra la Puglia e il Molise, posta sull ' asse di sversamento della diga di Occhito e dunque sotto tiro quando il grande invaso si riempie fino all ' orlo e sversa a valle (e dunque sulla stazione e i terreni circostanti) le quantità d ' acqua piovana eccedentarie tali da rendere impraticabile sia la ferrovia sia la statale 16 (l ' autostrada, posta su un livello più alto, finora ha subito conseguenze meno pesanti). Ma quel progetto è fermo da un decennio al ministero dell ' Ambiente che chiede a Rfi una variante: il secondo binario, infatti, deturpa il paesaggio e l ' ecosistema lungo costa. La variante sembra tuttavia non aver appieno accolto le prescrizioni del ministero e, trascorso altro tempo, Rfi dà l ' impressione di aver mollato la presa sul progetto in coincidenza con i mutati programmi societari di traffico sulla rete che Trenitalia avrebbe riservato al Sud. Insomma, la questione sembra essere più complessa di quanto non sia un pur complicato raddoppio ferroviario con cointeressenze ambientaliste, per questo l ' assessore Giannini (stralci della lettera sono pubblicati qui, in basso) chiede aiuto alle altre regioni perché se Rfi e Trenitalia nicchiano, almeno il governo è chiamato a pronunciare una parola definitiva su questa vicenda che coinvolge gli interessi di milioni di persone che ogni anno percorrono quella linea.