Mentre tutto il dibattito politico era concentrato sul miliardo aggiuntivo per la ricostruzione, sono giunti, forse per molti a sorpresa, gli altri 500 milioni relativi alla seconda tranche della delibera Cipe del dicembre scorso. Si tratta di somme relative al 2014 la cui cassa è stata anticipata all’anno in corso grazie ad una variazione di bilancio effettuata dal governo uscente. Trecento milioni di euro andranno al Comune dell’Aquila per aggiungersi ai 250 già disponibili, 200 invece sono di competenza dei comuni del cratere. Qualcuno maliziosamente bisbiglia che si tratti di un contentino visto che il miliardo gli aquilani probabilmente lo vedranno solo in cartolina, ma il tempo è galantuomo. Il sindaco è soddisfatto e ringrazia Fabrizio Barca, ricordando «quando insieme ai sindaci del cratere, ai consiglieri di maggioranza ed ai consiglieri di minoranza Liris e Properzi con l’assessore Di Stefano, spiegammo al Governo Monti, nella persona del sottosegretario Catricalà, l’estrema urgenza di avere disponibilità di fondi. Si tratta di un risultato importantissimo, anticipato di oltre sei mesi, poiché con queste somme che si aggiungono ai 255 milioni arrivati nei giorni scorsi, grazie all’impegno dell’assessore Di Stefano che ha sottoscritto lo scorso mese l’accordo con l’Abi che introduce un nuovo meccanismo per il rilascio dei contributi, potremo far partire cantieri per più di 800 milioni di lavoro. In questo modo speriamo di smaltire buona parte dei 2700 progetti della periferia e quelli del centro storico, in particolare dell’asse centrale che attendono dall’ottobre dello scorso anno. Chiaramente resta l’assoluta necessità che al Comune arrivino per quest'anno altri 800 milioni di cassa poiché nel momento in cui siamo finalmente in condizione di dare il contributo a migliaia di famiglie, sarebbe assurdo negarlo ad altri che lo aspettano dallo stesso periodo ma sono solo uno o due posizioni al di sotto nella graduatoria; in altre parole si tratta di far partire il crono programma approvato dal Consiglio Comunale e consegnato nelle mani dell’allora Ministro Barca. L’arrivo in tempi così rapidi di questi 500 milioni si deve indubbiamente all’impegno della Ragioneria, di Fabrizio Barca e della struttura diretta dall’ingegner Mancurti ma soprattutto alle iniziative assunte dal comune dell’Aquila con i sindaci del Cratere». Unico neo della giornata del primo cittadino sembrano essere stati tre emendamenti al disegno di legge Emergenze la cui discussione è stata rinviata in commissione, a firma del movimento cinque Stelle che Cialente ha definito contro la città dell’Aquila: «La senatrice Blundo è una iattura per questa città - tuona Cialente - fra gli emendamenti c’è quello che abroga gli 800 mila euro per le sedi comunali. Se dovesse essere approvato dovremmo chiudere il Comune. Ancora ce n’è uno sul Cas che mira a verificare il fabbisogno prima di erogare».