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Data: 22/05/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Legge elettorale, nuovo rischio di stallo

Il Pdl vuole solo piccole correzioni al Porcellum. Fra i democratici prevale la voglia di maggioritario

ROMA Il rischio è quello dello stallo. A cominciare dalla legge elettorale dalla quale la maggioranza oggi comincia a tracciare la strada delle riforme. Si tratta di uno dei due cardini sul quale è imperniato il governo delle larghe intese e stamane Enrico Letta, prima di volare a Bruxelles, ha fissato l'incontro con i capigruppo e i ministri per le riforme Quagliariello e dei Rapporti con il parlamento, Franceschini, per avviare i primi passi della modifica della legge elettorale. A Spineto è stata ribattezzata "clausola di sicurezza", la manutenzione per evitare di tornare al voto con il Porcellum in caso di rottura del patto di maggioranza prima del varo delle riforme costituzionali. E proprio questo è il nodo intorno al quale ruota la discussione dentro il Pd dove convivono la linea dura che passa per l'abolizione secca della legge Calderoli e quella più dialogante con il Pdl che prevede un intervento di manutenzione. Il neosegretario Epifani cerca di mediare: «Il Porcellum non ci piace. Siamo d'accordo sulla clausola di sicurezza ma non su una legge elettorale qualsiasi anche se nella forma transitoria». Da qui si parte, «sul come lo vedremo domani (oggi ndr) con le altre forze politiche» precisa il ministro Dario Franceschini fautore della linea morbida che poi è quella consigliata dal Presidente Napolitano che spinge per un percorso piano che non faccia sobbalzare l'azione del Governo. Dal vertice ristretto convocato ieri pomeriggio al quale hanno partecipato anche Anna Finocchiaro, Gianclaudio Bressa e i capigruppo Zanda e Speranza è emersa la linea attendista che punta a studiare le possibilità di un confronto con il Pdl che finora ha proposto una piccola manutenzione del Porcellum in due versioni: abolizione del premio di maggioranza o in alternativa inserimento di una soglia sopra il 40 per cento per far scattare il bonus. Soluzioni che i Democratici ritengono inaccettabili perché con l'elettorato diviso in tre poli non risolverebbero i problemi d'ingovernabilità attuali che hanno costretto alle larghe intese. Ma l'abolizione della Legge Calderoli, sostituita dal ritorno a un Mattarellum corretto con un testo già depositato dalla presidente della commissione Affari Costituzionali Anna Finocchiaro, trova il muro del centrodestra invalicabile con conseguenti dubbi del Quirinale che vede nella riproposizione della contrapposizione frontale, una mina per l'esecutivo. Uno stallo che porterebbe nel giro di pochi mesi alla pronuncia della Consulta che sulle modifiche alla legge attuale è stata investita dalla Cassazione che ha ritenuto fondati i dubbi di costituzionalità. Proprio questo pericolo, spingerebbe il Governo, su sollecitazione di Napolitano, a farsi promotore di una sua iniziativa legislativa che possa trovare nella maggioranza un sostegno. Ma nel partito di Epifani al momento prevale la linea dura del ritorno al maggioritario che troverebbe anche la sponda del Movimento 5 Stelle. Il segretario deve così fare i conti con un partito che è in fase precongressuale, con le varie anime che scaldano i motori e in particolare Matteo Renzi che con l'ambizione della premiership, sembra voler accelerare sulla strada del voto. «Riforma elettorale e poi subito alle urne» sono le parole con le quali il sindaco di Firenze risponde alle domande sulla durata e il giudizio sul governo Letta. Per lui i tempi sono un problema perché se riparte la corsa elettorale per la prossima primavera, deve riconsiderare il secondo mandato a Palazzo Vecchio e prevedere persino le dimissioni anticipate.

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