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Data: 22/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ineleggibilità Berlusconi al Pd: volete eliminare me e Grillo

ROMA Chi nel Pd propone una legge per rendere non votabile il Movimento 5Stelle o ipotizza l’ineleggibilità di Berlusconi «è un genio» perché in questo modo «il Pd correrebbe da solo». Usa il registro dell’ironia il Silvio Berlusconi che commenta così, in due interviste tv, sia il testo Zanda-Finocchiaro sulla democrazia dei partiti che la questione della (sua) ineleggibilità, ma l’avvertimento al Pd a non scherzare col fuoco è chiarissimo. Anche Beppe Grillo attacca il Pd a testa bassa: «Le tentano tutte per metterci fuori gioco a partire da queste leggine stupende fatte da una signora con la scorta all’Ikea».
Se sulla proposta di legge sui partiti - presentata già nella scorsa legislatura - il Pd non intende recedere (e spiega di voler solo rendere più trasparente la vita interna dei partiti), sulla nomina del presidente della Giunta per le immunità al Senato il partito di Epifani ha chiesto e ottenuto, all’interno della conferenza dei capigruppo, un rinvio della decisione alla settimana prossima. Del resto, il presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, Francesco Nitto Palma (Pdl), aveva definito i termini della questione: «Se il Pd vota l’ineleggibilità di Berlusconi, un minuto dopo cade il governo di Enrico Letta». In più, l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, spiegava che non tutti la pensano come Zanda e Casson, dicendo al Tg3: «Per tre volte il Pd ha votato contro l’ineleggibilità, non vedo perché dovremmo cambiare opinione, senza il presentarsi di fatti nuovi». E così la pensa anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Ieri, a dir la verità, si doveva votare solo sul presidente della Giunta, che ha il potere di formare l’ordine del giorno dei lavori di una commissione, e non sull’ineleggibilità o meno del Cavaliere. Ma il Pd rischiava di spaccarsi, con almeno tre o quattro membri della Giunta (oltre a Casson, si parla dei senatori Lo Moro, Pagliari e Pezzopane) pronti a votare contro la nomina di Volpi (Lega).
IL RINVIO

La conferenza dei capigruppo ha dunque deciso, all’unanimità di mettere tutte e tre le presidenze di garanzie scoperte (prive, cioè, di presidente e dunque impossibilitate a funzionare) in un unico cesto: Giunta delle Immunità Senato, Copasir (servizi segreti) e Vigilanza Rai. Lo schema con cui si è lavorato finora era Giunta alla Lega, Copasir a Sel (Fava) e Vigilanza Rai ai grillini (Fico). Ora l’intero accordo sarà ridiscusso. E non sarà facile. Anche perché è all’interno delle opposizioni che non c’è accordo. I grillini puntano sia al Copasir che alla Vigilanza, ma a questo punto i vendoliani si sono inalberati. Anche per la Giunta delle Immunità del Senato sia i grillini che i vendoliani avevano un possibile candidato, ma in quel caso il “niet” del Pdl a non accettare nominativi che non siano quelli del leghista Raffaele Volpi – giudicato dal Pdl ma anche da molti democrat «un nome di garanzia» - è totale.. Il vero obiettivo dei vendoliani è il Copasir per Fava, che però sarebbe poco gradito al Pd. Si potrebbe, dunque, finire con un “accordone” generale che vedrebbe Copasir ai grillini e Rai a Sel (Migliore). E, s’intende, Giunta Immunità alla Lega. Lì si discuterà l’ineleggibilità di Berlusconi.

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