L’incontro tra Giovannini e parti sociali entro giugno il piano degli interventi. Il ministro: «12 miliardi? Difficile»
Sulla legge Fornero solo ritocchi mirati
ROMA Molte proposte, un clima sicuramente positivo, ma anche una domanda che aleggiava sul tavolo: dove trovare i soldi che servono? Il primo incontro tra il ministro del Lavoro Giovannini e le parti sociali è servito ad avviare il percorso che dovrebbe portare a fine giugno, in concomitanza con il prossimo Consiglio europeo, a definire programmi di medio e lungo termine in particolare sull’occupazione del giovani. Ma la scadenza effettiva per i primi provvedimenti potrebbe anche slittare a luglio. Non ci sono per ora nuovi appuntamenti formalizzati, ma nei prossimi giorni le strutture del dicastero dovrebbero elaborare un documento, una sorta di proposta aperta che tenga conto di quanto emerso finora. Su questa bozza dovrebbero proseguire i contatti a livello tecnico. «Dobbiamo essere rapidi» ha comunque avvertito il ministro.
I FONDI DISPONIBILI
Ma quante risorse sarà possibile mettere effettivamente in campo? Ci sono i fondi europei del programma Youth Guarantee: la quota italiana è di 400 milioni, si tratta di anticiparne la disponibilità a quest’anno. Per il resto, molto dipenderà dai margini di manovra che si potrebbero aprire dopo il 29 maggio, dopo cioè l’uscita del nostro Paese dalla procedura per disavanzo eccessivo. Ma quegli spazi finanziari, se pure ci saranno dovranno servire anche alle esigenze di altri settori. Ne è consapevole Giovannini che ai partecipanti all’incontro ha spiegato di «essersi messo in fila a palazzo Chigi» per le priorità del suo dicastero. Certo le disponibilità non potranno arrivare ai 12 miliardi di cui si è parlato. «La vedo difficile» ha tagliato corto il ministro. Che comunque mantiene un atteggiamento pragmatico: «Bisogna sfruttare tutti i refoli di vento» ha sintetizzato, ricorrendo ad una metafora velistica, una volta uscito dalla riunione.
I TEMI DEL CONFRONTO
Ieri si è parlato naturalmente delle possibili modifiche alle norme sul mercato del lavoro, in direzione di una maggiore flessibilità: le imprese si insistono perché si arrivi a modifiche legislative, mentre i sindacati vorrebbero continuare ad affrontare il tema in sede di contrattazione. Il ministro pensa a interventi fatti «con il cacciavite» non vorrebbe quindi stravolgimenti, anche per garantire ai datori di lavoro una certa stabilità legislativa.
È stato anche affrontato il tema degli incentivi all’occupazione dei giovani e della forma che potranno prendere: sgravi per l’assunzione, oppure per la stabilizzazione del rapporto di lavoro, o ancora potenziamento del meccanismo già esistente dell’apprendistato. In ogni caso su questa voce dovrebbero essere concentrati i non abbondanti fondi disponibili. I sindacati hanno poi insistito sul finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, non ritenendo sufficienti gli stanziamenti del recente decreto. Ma il governo vuole che cambino le regole, per contrastare un certo uso generalizzato che è stato fatto dello strumento.