Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.592



Data: 23/05/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Letta incassa il sì Ue: priorità all’occupazione dei giovani. Alla fine del vertice il premier ignorato da Angela Merkel. Ma lui spiega: «No, ci eravamo salutati trenta secondi prima»

BRUXELLES «L’emozione del battesimo» che dice di aver avuto appena ieri pomeriggio si è seduto nella sala del Consiglio europeo, Enrico Letta sembra averla superata bene. Deve essere stata ben poca cosa rispetto alle emozioni che gli riserva la «strana maggioranza» che lo attende a casa dopo una sosta a Lipsia per i 150 anni della Spd tedesca. Al debutto sulla scena europea, il presidente del Consiglio si mostra sereno e non si sbilancia mai. Anche quando, dopo il summit, gli viene chiesto se sarà possibile evitare l’aumento dell’Iva: «Se ci saranno le risorse sarà auspicabile, ma dobbiamo discutere» anche dei tagli di spesa.
Cautela sul fronte interno e un pizzico in più di ottimismo su quello europeo. Perché Letta si dice convinto di aver strappato alla Commissione e ai colleghi più autorevoli, impegni precisi per affrontare il problema della disoccupazione giovanile che dilaga in Italia e non solo. Il futuro delle nuove generazioni sono il cruccio principale del premier che ieri ha continuato a premere sui colleghi sin primo faccia a faccia avuto con il premier britannico David Cameron, affinchè già dalla riunione di giugno l’Europa si occupi «dell’incubo del nostro tempo»: la disoccupazione giovanile.
CALENDARIO SERRATO

Un successo Letta dice di averlo ottenuto, giocando di sponda con il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, perché Van Rompuy, presidente della Consiglio europeo, ha messo il tema nell’agenda della riunione di giugno. «Sono molto soddisfatto - aggiunge Letta parlando al termine della riunione con a fianco il ministro Moavero e l’ambasciatore Feroci - perchè quello della disoccupazione giovanile sarà un tema chiave». «L’ottimo inizio» di cui parla, deriva anche dalla decisione della Merkel di convocare a luglio una riunione a Berlino dei ministri del Lavoro e dalla promessa fatta dallo stesso Herman Van Rompuy di essere a Roma il 31 maggio per preparare l’ultima riunione del Consiglio europeo prima dell’estate. Un annuncio con tanto di data, che toglie ogni residuo dubbio sull’uscita dell’Italia dalla lista nera degli sforatori di bilancio, visto che il faccia a faccia programmato segue di due giorni la tante volte annunciata riunione della Commissione che dovrebbe portare l’Italia fuori dalla procedura per deficit eccessivo. L’afflato europeista di Letta è fuori dubbio. A confermarlo bastano le parole di Schultz che definisce un «europeista convinto». Non c’è dubbio però che le ristrettezze del bilancio interno aiutino e spingano non poco Letta a considerare il problema del lavoro «una battaglia italiana e europea». Tanto più che i sei miliardi, a suo tempo stanziati dal Fondo sociale europeo per l’occupazione giovanile, rischiano di essere poca cosa se divisi fra tutti, o quasi, i paesi dell’Unione.
Alla fine del vertice, il premier è stato protagonista di un episodio curioso. Angela Merkel, uscendo, è passata davanti a lui senza salutarlo, in una scena ripresa dalle telecamere. Nel video si vede Letta che si guarda intorno e poi scuote la testa. Ma il presidente del Consiglio ha dato una spiegazione del tutto diversa: «Io ignorato dalla Merkel? Ma no, non è successo assolutamente nulla di strano - ha spiegato a margine della cena con i leader del Pse a Lipsia - semplicemente ci eravamo già salutati trenta secondi prima, quando non c'erano ancora le telecamere».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it