Ieri il sopralluogo di De Miranda, via ai rilievi topografici
Apparentemente i danni non sembrano gravi, ma occorreranno verifiche più approfondite per valutare le reali conseguenze dell’incidente. È il verdetto dell’ingegner Mario De Miranda, progettista del Ponte del mare, che ieri ha effettuato un sopralluogo sulla struttura che martedì mattina è stata urtata dalla gru della draga Cobra1. In seguito allo schianto, avvenuto alle 7,30, il Ponte del mare è stato chiuso in via precauzionale. «De Miranda si è detto ottimista e fiducioso - riferisce il vicesindaco Berardino Fiorilli -, ma prima di riaprire la struttura ha richiesto controlli più approfonditi». Dal primo esame, infatti, sono emerse alcune anomalie. Quattro o cinque smorzatori, le funi che collegano il ponte al pilone centrale, hanno dei piccoli tratti fuoriusciti dalle custodie di acciaio. Sul pavimento della pista ciclabile, poi, è ben evidente una lesione che, a oggi, non è possibile datare prima o dopo l’urto. «Per controllare anche lo stato delle campate - aggiunge Forilli -, la cui rete di protezione è crollata a causa dell’impatto con la gru, i collaboratori di De Miranda dovranno entrare nella pancia del ponte e ispezionarlo asse per asse». Entro la prossima settimana il Comune individuerà un’impresa dotata di un cestello e delle attrezzature necessarie per smontare la carena e consentire l’accesso del personale in totale sicurezza. Nel frattempo, il Comune acquisirà dall’Università di Trento i dati forniti dai sensori posizionati sul ponte, che consentiranno di intercettare ogni possibile modifica del suo assetto, mentre già da lunedì il geometra D’Ambrosio avvierà i rilievi topografici, sei al giorno, per testare eventuali movimenti della struttura nell’arco delle 24 ore dopo l'incidente.
IL DRAGAGGIO
Ma mentre i pescaresi attendono di scoprire quando il monumento-simbolo sarà di nuovo agibile, la marineria è in subbuglio, perché l'incidente potrebbe avere ripercussioni sul regolare svolgimento del dragaggio. Ieri i lavori sono proseguiti con la seconda draga, la Fioravante, che è stata dirottata nel tratto di mare antistante Ortona, a Lido Riccio, per eseguire dei rilievi batimetrici a ridosso della spiaggia, al fine di verificare, attraverso i carotaggi, la consistenza granulometrica della sabbia. Il materiale raccolto sarà, poi, comparato con quello prelevato nella darsena e, dopo le dovute analisi, se positive, verrà utilizzato per il ripascimento della costa. Nel frattempo, ha fatto sapere il comandante della direzione marittima Luciano Pozzolano, «la navigazione è già stata riaperta dopo i primi interventi di messa in sicurezza dei teli pericolanti e la prossima settimana le barche potranno probabilmente tornare in mare come da programma».
L’INCHIESTA
Intanto prosegue l’inchiesta per determinare cause e eventuali responsabilità. Il comandante della Cobra1 Samuel Tiozzo a caldo ha parlato di «errore umano», ma la Capitaneria ha acquisito comunque i filmati e ascolterà l’equipaggio. «Considerando le ottime condizioni meteo-marine al momento dell’impatto - ha concluso Pozzolano -, e considerando che i passaggi sotto il ponte erano stati frequenti nei giorni passati, potrebbe essersi trattato davvero di un errore umano». Gli accertamenti, però, non riguarderanno solo il fronte della sicurezza in navigazione, ma anche quello della sicurezza sul lavoro visto che la gru crollata sulla draga avrebbe potuto creare gravi conseguenze. Se saranno rilevate mancanze o violazioni si procederà alla denuncia all’autorità giudiziaria. Il Comune, intanto, sta definendo la pratica risarcitoria nei confronti del proprietario della draga, valutando anche la possibilità di procedere per danno d’immagine.