Il Comune annuncia un banchetto e un gazebo sulla strada: «Non esiste un problema parcheggi»
PESCARA Un banchetto e un gazebo in corso Vittorio Emanuele II per far conoscere i dettagli del progetto di pedonalizzazione. Questa la risposta dell'amministrazione comunale alle tante polemiche sollevate in questi giorni riguardo all'idea di inibire il traffico delle automobili in una delle vie più trafficate della città dall'angolo con via Ravenna fino a quello con via Piave. Il gazebo. «Sul progetto di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele», dicono in coro il sindaco Luigi Albore Mascia e l'assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli, «non aspetteremo che i commercianti vengano in Comune, ma saremo noi ad andare in piazza, con tanto di banchetto e gazebo per portare i progetti e le carte a casa dei residenti e dei commercianti. È evidente che su quell'intervento, che non è una pedonalizzazione, ma nel caso una riorganizzazione complessiva della viabilità, che vedrà al centro la filovia, c'è da un lato molta disinformazione, dall'altro la strumentalizzazione politica di coloro che da quattro anni si sono iscritti al "partito del non-fare". Siamo consapevoli che, una volta illustrato, il 99 per cento dei cittadini sarà favorevole a quel cantiere che sarà la chiave di volta per il rilancio commerciale, sociale e urbanistico dell'asse viario». I parcheggi. Uno dei timori espressi dai commercianti è il problema dei parcheggi. «Leggo», afferma Mascia, «che quell'intervento non va fatto perché a Pescara non ci sono i parcheggi, e ancora in tanti non si rendono conto che gli stessi parcheggi delle aree di risulta, circa 3 mila posti auto a disposizione nel cuore commerciale della città, anche nel periodo natalizio non si riempiono mai più del 70 per cento, quindi i parcheggi ci sono, magari potrebbero essere a silos, ma già ci sono. Chiaramente, dalle forze politiche dell'opposizione è già partito il gioco strumentale del massacrare il progetto per il solo gusto del non-farlo-fare alla maggioranza di governo, ma comunque va chiarito che nell'intervento non si parla di “pedonalizzazione”, ma nel caso di una limitazione del traffico che vuole valorizzare le attività esistenti, partendo dalla filovia che sarà al centro della nuova viabilità alternativa». Pagano non ci sta. Il progetto della giunta Mascia raccoglie anche il dissenso dell'ex assessore alla Mobilità e all'Urbanistica, oggi presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano: «Sono favorevole alle aree pedonali, fui il primo a farla in corso Umberto, ma contrario alla pedonalizzazione di corso Vittorio. Per la città non sarà un dramma, ma una tragedia. Le vie perpendicolari al mare si possono chiudere al traffico senza problemi, ma l'idea di chiudere una parallela, in questo caso il prolungamento della Nazionale, una strada dove transitano migliaia di veicoli, è devastante e provocherebbe gravi ripercussioni sulla qualità della città. Pensare di chiuderla vuol dire non avere la benché minima cognizione della mobilità. Non si può chiudere l'unica via di collegamento tra nord e sud». Pagano ha anche chiesto un incontro al sindaco e una riunione della maggioranza di centrodestra per discutere del progetto. Pignoli chiede il referendum. «Sulla pedonalizzazione di corso Vittorio», dice il consigliere di Fli Massimiliano Pignoli, «chiediamo che l'amministrazione non faccia come al solito di testa propria, ma dia la possibilità di far decidere anche ai cittadini attraverso un referendum, perché la città è dei pescaresi e non del sindaco».