PESCARA «Vogliamo risposte, vogliamo certezze e vogliamo vedere le carte o lunedì mattina, a partire dalle 7, bloccheremo l’asse attrezzato». Quel «vogliamo» ripetuto per ben tre volte da Mimmo Grosso, in rappresentanza dell’Associazione armatori, riassume il senso della rabbia dei marinai. Di fronte all’ennesimo blocco del dragaggio, annunciato ieri mattina dal comandante della Direzione marittima Luciano Pozzolano, i pescatori minacciano una nuova manifestazione che paralizzerà le strade della città e bloccherà i binari della stazione ferroviaria fin dalle prime ore del mattino. L’unica possibilità per frenare la collera dei marinai è riposta nel vertice di domani pomeriggio, nella sede della Provincia, in cui saranno affrontate nuovamente le mille incognite legate al dragaggio del porto. All’incontro sono stati convocati tutti i rappresentanti istituzionali coinvolti in questi mesi nella vicenda: il presidente della Regione Gianni Chiodi, il sindaco Luigi Albore Mascia, il comandante della Direzione marittima Luciano Pozzolano, la Sidra rappresentata da Carlo Alberto Marconi, l’assessore regionale alla Pesca Mauro Febbo, il neoministro Gaetano Quagliariello, che si era impegnato in prima persona per la risoluzione della questione, e il presidente della Provincia Guerino Testa. «Vediamo chi verrà», sbotta Mimmo Grosso, «e soprattutto cosa ci diranno sui ritardi nell’erogazione dei 3 milioni di euro del decreto sviluppo e sulla cassa integrazione arretrata». I lavori di dragaggio dei fondali al momento risultano sospesi. La draga Fioravante, di proprietà della Sidra, è stata dirottata a Ortona, dove sta eseguendo i rilievi batimetrici a ridosso della spiaggia per verificare, attraverso i carotaggi, la consistenza granulometrica della sabbia. «Si tratta», ha spiegato il comandante Pozzolano, «di lavori previsti che potrebbero terminate entro due giorni. Per questo, il dragaggio oggi è stato sospeso, ma riprenderà a breve». Il comandante ha poi aggiunto che «la prossima settimana le barche potranno probabilmente tornare in mare». «Stiamo aspettando», conclude, «i rilievi batimetrici portuali che sta eseguendo il Provveditorato. Una volta pronti, faremo le valutazioni e poi comunicheremo con un’ordinanza quando i pescherecci potranno uscire».